SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutti infuriati, e non solo gli studenti. La proposta di Mario Monti di riformare il calendario scolastico con la riduzione delle vacanze estive ad appena un mese scatena l’ira degli operatori turistici sambenedettesi. L’idea, smentita frettolosamente dall’entourage del premier, è tuttavia contenuta nella bozza preparata dal pool di economisti candidati in Parlamento nella lista Scelta Civica. Secondo i promotori, il provvedimento modernizzerebbe un sistema che, ad oggi, penalizza i genitori lavoratori.

“E’ un’assurdità”, sbotta Marco Calvaresi. “Non mi interessa chi abbia fatto questo ragionamento, io dico ciò che penso da cittadino e da imprenditore”. Il Presidente del Consiglio Comunale non teme di schierarsi contro il proprio partito. La sparata è, a detta sua, troppo grossa: “L’Italia è in una fase post-industriale, si denota scarsa sensibilità per un settore importantissimo come il turismo. Una norma di questo tipo potrebbe far crollare i guadagni fino al 50%. Riducendo la stagione ad un solo mese, l’offerta aumenterebbe e, di conseguenza, pure i prezzi. Per non parlare dell’occupazione, che calerebbe vertiginosamente. Il personale negli alberghi e nei ristoranti sarebbe ridotto e meno diluito nel tempo”.

Calvaresi va oltre la politica e i posizionamenti. “Fosse per me – prosegue – chiuderei le scuole il primo giugno e le riaprirei il primo ottobre”. Ben quattro mesi lontani da zaini e libri, che l’esponente dell’Udc recupererebbe con dei rientri pomeridiani: “Non ragiono per giorni, bensì per ore. Per quale motivo non effettuare delle lezioni al pomeriggio? Veniamo già penalizzati dal fatto che in Abruzzo gli istituti riaprano una settimana dopo. Figuriamoci cosa succederebbe col varo di questa riforma”.

Il documento, promosso in primis dal professor Pietro Ichino, viene bruscamente respinto anche dall’AssoAlbergatori. “Monti crede che siamo tutti tedeschi, non è così”, afferma il presidente Gaetano Sorge. “Il suo è un ragionamento da politico del nord Europa, non analizza attentamente la situazione del nostro territorio. Una legge del genere sarebbe disastrosa e dannosa”.

San Benedetto, rinomata per strizzare l’occhio soprattutto al turismo familiare, perderebbe la propria peculiarità. Per questo motivo Sorge concorda, una volta tanto, con Calvaresi sull’opportunità di tornare sui banchi in autunno: “La categoria va salvata, non annullata. A metà settembre, nonostante le belle giornate, non si vede più quasi nessuno”.

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