SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla presenza di tantissimi studenti degli istituti superiori cittadini e di numerose autorità civili e militari, sabato 26 gennaio, in Auditorium comunale si è celebrato il “Giorno della Memoria”, istituito con legge n. 211 del 20 luglio 2000 il 27 gennaio “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”.

Quest’anno la manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche e dell’Età Contemporanea (Isml) di Ascoli Piceno e la sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, si è caratterizzata per una riflessone sulle figure dei “Giusti tra le nazioni”: i non ebrei che durante la Shoah salvarono uno o più ebrei dalla deportazione e dalla morte rischiando la propria vita e senza trarne alcun vantaggio personale.

A portare il saluto dell’amministrazione è stato il vicesindaco Eldo Fanini: “Siamo contenti – ha dichiarato – che ci sia una così ampia partecipazione di giovani ad iniziative che vogliono essere un ideale percorso di approfondimento dei fatti storici volto a rafforzare, soprattutto nelle giovani generazioni, la memoria degli accadimenti che hanno segnato il ’900”. Per l’Anpi provinciale è intervenuto Pietro Benigni e per l’Isml la professoressa Rita Forlini.

Subito dopo ha preso la parola Cinzia Franchi, docente dell’Università di Padova, che ha ricordato la figura di Perlasca: “un giusto al quale in Italia non fu riconosciuto il doveroso onore, se non a pochi anni dalla sua morte, nonostante avesse salvato dallo sterminio migliaia di ebrei fingendosi console generale spagnolo in Ungheria”. “Perlasca – ha proseguito la Franchi – credeva in quello che faceva e quando gli chiesero perché avesse agito così, riuscendo a salvare migliaia di ebrei ungheresi ed evitando l’incendio del ghetto di Budapest, lui rispondeva ‘voi al mio posto cosa avreste fatto?’ ”.

Andrea Di Stefano, dottore di ricerca in storia contemporanea che collabora con l’Isml, dopo aver passato in rassegna le principali vicende relative alla sorte degli ebrei, italiani e stranieri, nel nostro Paese, ha narrato la storia di Goffredo e Livia Lelli, coppia di coniugi maltignanesi che aiutarono un ebreo, Moisè Papo Sasson, a fuggire dal campo di internamento di Servigliano. Sasson, insieme al padre Alberto ed alla zia Rosina, fu deportato in Italia dalla Dalmazia e nel 1943 assegnato all’internamento “libero” nel comune di Maltignano e successivamente condotto al campo di Servigliano.

Al termine della mattinata l’ex preside del Liceo Classico e Scientifico Tito Pasqualetti ha invitato i giovani studenti a riflettere sulle vicende di due famiglie, Morpurgo e Luzi, che vivevano a San Benedetto del Tronto. In particolare ha descritto la vicenda del capofamiglia, Oscar, vittima dell’Olocausto, che viveva in un famoso villino sul lungomare cittadino, e fu deportato ad Auschwitz-Bikernau, e della moglie di Efisio Luzi, Gilda Treves, che nel 1943 su fatta salire su una camionetta con direzione Servigliano. Alla commemorazione era presente anche uno dei figli di Efisio e Gilda, Benito, che ha acconsentito a che, per la prima volta in pubblico, si parlasse del dramma della madre .

Si ricorda che, nell’ambito delle celebrazioni del “percorso della memoria” promosso dall’Amministrazione comunale che comprende anche la prossima “Giornata del Ricordo”, fino al lunedì 11 febbraio presso la sala consiliare è visitabile una mostra dal titolo “Lager” a cura dell’Aned (Associazione Nazionale ex deportati politici nei campi nazisti), composta da 40 tavole che, con immagini suggestive, raccontano la “Shoah”, la persecuzione, la deportazione, la prigionia, la morte di tantissimi ebrei.

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