COLONNELLA – Avviata una raccolta firme con cui chiedere al governatore Gianni Chiodi di revocare le autorizzazioni regionali per gli impianti a biomasse di Controguerra e Colonnella (già rilasciate) e Martinsicuro (ancora in itinere).

Nel corso dell’incontro organizzato venerdì sera dal comitato Aria Nostra, è stato fatto il punto sulle centrali, ed è stata avviata la raccolta firme che partirà, in una prima fase, a Colonnella e negli altri due Comuni interessati dall’ubicazione degli impianti, per poi interessare anche altre zone della Val Vibrata e del teramano, grazie alla collaborazione di gruppi di cittadini a Tortoreto, Giulianova e Teramo.

Al momento i tre Comuni hanno situazioni differenti: a Controguerra aprirà a breve una centrale da un megawatt a olio (di autorizzazione comunale), a Colonnella è prevista una centrale da 6 megawatt a cippato di legna, già autorizzata dalla Regione ma con un ricorso al Tar in atto da parte del Comune, e a Martinsicuro un impianto da 10 megawatt (cippato e alcol) la cui procedura regionale è ancora in corso (la prossima conferenza dei servizi è prevista per il 7 febbraio).

Piuttosto intenso negli ultimi mesi il lavoro del comitato Aria Nostra, con l’attenzione puntata in particolar modo sull’impianto di Colonnella, per il quale sono state presentate alla Regione Abruzzo e a tutti gli enti coinvolti 11 osservazioni per altrettante criticità riscontrate, e 3 esposti alla Procura della Repubblica, alla Forestale e al Noe per presunte irregolarità. Sono state portate avanti, inoltre, discussioni su numerosi aspetti controversi ed è stata effettuata un’intensa attività di sensibilizzazione.

Nel corso della serata si è anche discusso dell’“effetto cumulo” da tenere in considerazione per così tante centrali autorizzate in Val Vibrata. “Se ogni singolo impianto ha emissioni che rientrano nei parametri previsti dalla legge – ha affermato Daniele Di Giuseppe – non sono stati però valutati gli effetti delle emissioni complessive prodotte da una così alta concentrazione di impianti sul territorio”.

Sulla raccolta firme, il comitato ha invitato ad una larga adesione e ad una fattiva collaborazione tra Comune e comitati cittadini (presenti all’incontro anche l’amministrazione comunale il comitato per la Salute Pubblica): “La battaglia sulle centrali a biomasse va affrontata restando uniti – ha aggiunto – poiché le divisioni vanno a vantaggio della controparte”.

Nel corso dell’incontro si è discusso anche di due nuovi impianti di recupero rifiuti non pericolosi che dovrebbero sorgere nei pressi delle centrali a biomasse: uno già autorizzato a Colonnella nei giorni scorsi nella zona industriale di Vallecupa, (al termine di un iter durato due anni) e l’altro previsto a poca distanza ma sul territorio di Controguerra (la cui richiesta è stata presentata in Comune lo scorso 9 gennaio). Gli impianti riciclano e trattano i rifiuti umidi per la produzione di compost, ma il timore dei comitati è che i rifiuti stoccati all’interno delle aziende possano poi essere anche usati per alimentare gli impianti a biomasse. “Anche se le attuali centrali non sono predisposte a bruciare rifiuti, sappiamo che basta sostituire alcune componenti per adeguare le strutture allo scopo”.

Con la raccolta firme avviata si chiede anche un impegno dei sindaci a tutelare in futuro i cittadini e a non autorizzare progetti sul territorio che possano ripercuotersi sulla salute pubblica. I moduli per le firme sono disponibili presso l’ufficio Protocollo del Comune di Colonnella o possono essere richiesti al comitato Aria Nostra, all’indirizzo arianostra@libero.it

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