GROTTAMMARE – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Sandro Mariani, Grottammare Futura.

“Nonostante che l’Amministrazione dichiari di operare, sostenuta da approvazioni in pubbliche assemblee, a noi risulta, al contrario, un sentito dissenso dei cittadini sulla scelta di spostare un parcheggio privato in spazio pubblico. Ci riferiamo al parcheggio in centro, sotto il titolo di riqualificazione per la trafficata via Matteotti.

Già dal titolo emerge un controsenso tra trafficato e parcheggio interrato, che procurerebbe un aumento del traffico di superficie causa le rampe di entrata e di uscita del parcheggio stesso.

Tale parcheggio dovrebbe essere realizzato in via Matteotti, poiché la ditta Gedaf dichiara di non poterlo realizzare sulla sua area di proprietà (via Pontino lungo, ex Cardarelli) in quanto dopo approfondite indagini il sottosuolo presenta uno strato di conglomerato roccioso.

Ebbene, le indagini dovevano essere effettuate prima della presentazione del progetto, per la stesura della relazione geologica, evidentemente sottovalutata, poiché tale progetto comprendeva il parcheggio interrato conseguente “all’accordo di quartiere” stipulato tra amministrazione, privato e Regione Marche.

Se poi i parcheggi non si potessero interrare, essi potrebbero essere realizzati a raso con l’edificio sovrastante. Al contrario l’amministrazione dichiara che per quel volume i parcheggi non sono importanti, perché c’è quello della stazione, ma per la realizzazione di nuove volumetrie è necessario per legge realizzare nuovi parcheggi privati.

Tornando alla realizzazione su via Matteotti non ci risulta una dichiarata carenza di parcheggi da parte dei residenti. Questa strada ha la caratteristica importante della sosta degli autobus di servizio locale e di servizio interregionale (Roma-Napoli-Fiumicino). Per questo mantiene il doppio senso di marcia. Ora pensate che alla viabilità normale, alla sosta e partenza autobus, si dovrebbe sovrapporre anche il traffico delle rampe di accesso e di uscita dell’eventuale parcheggio.

Inoltre via Matteotti rappresenta la via preferenziale di accesso al centro di Grottammare – e di conseguenza alle sue attività commerciali – dalla Statale Adriatica. Cosa accadrebbe se tale importante via di collegamento rimanesse chiusa per tutto il tempo di realizzazione dell’opera? Il centro non ne risentirebbe? Quali sarebbero le conseguenze di tali decisioni?

La precedente amministrazione, capeggiata sempre dal sindaco Merli, cancellò il parcheggio antistante la chiesa di San Pio, per costruire il sagrato, eliminando 45 posti macchina. Alle osservazioni dei cittadini disse che lo stesso numero di posti, erano stati spalmati intorno alla chiesa. I cittadini fecero una verifica puntuale e alle osservazioni, il sindaco rispose che si potevano “pur fare due passi” per raggiungere l’ampio piazzale della stazione adibito a parcheggio.

Prima si tolgono perché non necessari, poi si ripropongono perché indispensabili. Nel frattempo non ci sono stati incrementi di attività commerciali in zona, ma le sole cose aumentate sono state le lamentele dei commercianti per la carenza di fruitori.

A quanto sopra si deve aggiungere il timore per la realizzazione dell’opera. Pensate che lo scavo sarà in aderenza al marciapiede degli edifici frontali via Matteotti. Ricordate che quegli edifici sono poggiati su fragili fondamenta e che sullo stesso sito furono realizzate le prime volumetrie intorno al 1850 a seguito del Piano Regolatore dell’Augustoni che attivava i primi insediamenti vicini alla chiesa di San Pio, lungo la strada Lauretana.

Oltre a ciò sotto il manto stradale esistono vecchie e nuove condotte di servizio, contenenti le linee di raccolta delle acque bianche, che vengono dalla strada cuprense e dal quartiere Azzolino, che raccolgono le acque meteoriche per condurle fino al mare, intubate su condotte che sfogano sotto il moletto di massi presente sulla spiaggia in testa al corso.

Queste condotte contribuiscono ad evitare gli allagamenti del corso e qualche volta non ci riescono. Ne consegue la preoccupazione per gli eventi atmosferici eccezionali in superficie figuriamoci per un parcheggio interrato.Non per ultimo l’accesso pedonale viene posizionato con l’ascensore in corrispondenza del sottopasso pedonale di attraversamento della statale Adriatica, che viene eliminato.

L’unica via regolare e sicura per l’attraversamento della statale viene chiusa con la sola possibilità di attraversare la statale sulle strisce pedonali. Logico e giusto? A guardar bene i progetti che abbiamo recepito dai cittadini, poiché il responsabile dell’ufficio tecnico ci ha detto di non esserne in possesso, il parcheggio in alcuni punti invade anche la carreggiata della statale per avere l’ingombro interno minimo di legge fra box di sosta e corsia centrale di manovra.

In conclusione una scelta sbagliata e pesante da portare avanti. Non si trovano ragioni valide per giustificarla ed intanto cresce il malcontento dei cittadini”.

 

 

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