SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel tardo pomeriggio di giovedì la telefonata che blocca tutto. La Regione Marche chiede espressamente al Partito Democratico sambenedettese di non stilare alcun comunicato sulla vicenda Gas Plus. Il sindaco Giovanni Gaspari ed il segretario locale Felice Gregori obbediscono, ma senza capire. Venerdì mattina però il nodo si scioglie: il “no” ad una centrale di stoccaggio da far sorgere in zona Agraria arriva infatti direttamente da Palazzo Raffaello. Un atto inaspettato e spiazzante col quale Gian Mario Spacca garantisce che alla riunione della settimana prossima la giunta negherà l’intesa sul progetto.

Cosa contenesse il documento dei democratici è di facile immaginazione: la contemporanea contrarietà alla realizzazione dell’impianto della multinazionale francese. “Purtroppo la Gas Plus non ha dato risposte soddisfacenti alle criticità emerse dagli studi di Terre.it e della commissione coordinata dal professor Cappelli”, spiega Gregori. “Addirittura a volte nemmeno le ha fornite. Questo atteggiamento non può essere valutato positivamente, pertanto l’assemblea ha convenuto di dover esprimere un no motivato sull’argomento”.

“PARTITA CHIUSA” Per il Pd, la Gas Plus avrebbe fatto orecchie da mercante, rifiutando ripetutamente il confronto con la cittadinanza: “Per noi la partita è chiusa, l’annuncio di Spacca ci conforta. Qualora il Ministero dello Sviluppo Economico desse il via libera, il parere Comunale varebbe ben poco. Tuttavia, un atto politico adesso c’è”. Un parto quest’ultimo durato ben due anni, rispetto agli altri partiti della coalizione che invece fin da subito bocciarono la proposta. “Il nostro percorso è stato responsabile, coerente e corretto. Abbiamo messo la salute dei cittadini al primo posto, la Gas Plus non ha fatto niente per convincerci”.

CASO PERAZZOLI Il coro è unico e coinvolge il capogruppo consiliare Claudio Benigni, il coordinatore provinciale Antimo Di Francesco ed i candidati al Parlamento Luciano Agostini e Margherita Sorge. Nella mischia finisce anche Paolo Perazzoli, che alla centrale ha sempre strizzato l’occhio: “Si è ottenuta una sintesi. Nel Pd c’è dialettica, confronto e democrazia”.

GREGORI: “NO AL CORTEO” Il niet alla Gas Plus non equivale comunque ad una partecipazione automatica al corteo del 2 febbraio, organizzato dai comitati di Quartiere. Il Pd sposa la linea della libertà di coscienza: “Chi vuole andare ci vada”, taglia corto Gregori. “Per quel che mi riguarda non presenzierò. La manifestazione non mi tocca, le risposte non arrivano mai da eventi del genere, non li ritengo adeguati”.

L’opposizione all’iter da parte del presidente ha scatenato immediate reazioni. Il gruppo facebook “Le Marche con Spacca” ha precisato: “ Tra il parere della giunta e la posizione del comitato tecnico regionale sulla sicurezza c’è una differenza come tra il giorno e la notte. Chi vuole giocare su ciò, gioca sporco e fa capire quale sia il suo unico intento, ovvero fare polemica”.

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