MARTINSICURO – Cimiteri lasciati in maniera pessima dalle precedenti amministrazioni e che devono essere sistemati al più presto. Non si fa attendere la risposta della maggioranza Camaioni alle accuse del Partito Democratico sull’aumento dei prezzi dei loculi, passati in un anno da 1032 euro a 1950.

“L’adeguamento – si legge in una nota – non è da intendersi finalizzato ad uniformarsi alle situazioni delle realtà circostanti,  ma risponde ad un criterio logico e razionale, in quanto la realizzazione di un singolo loculo ha per l’amministrazione un costo (pari 1.871 euro) che rimanendo fermo il prezzo di vendita a 1032,91 come nel 1999, fa in modo che da 14 anni a questa parte ci si trovi di fronte ad una continua carenza nei cimiteri cittadini. E’ singolare che chi adesso solleva critiche, in passato abbia lamentato la necessità di costruire nuovi padiglioni senza però preoccuparsi dei motivi di tali mancanze”.

Possono dormire sonni tranquilli quelli del Pd: – prosegue la nota – l’attuale amministrazione è abituata ad assumersi le responsabilità che le sono proprie come avvenuto per altre situazioni molto più onerose da 8 mesi a questa parte. Ma una cosa è certa: se la gradualità degli aumenti auspicata dalle minoranze fosse partita qualche anno fa, oggi ci saremmo trovati a parlare di altro e se chi ci ha preceduto non si fosse preoccupato unicamente di mantenere il consenso elettorale non adeguando le entrate all’aumento dei costi, non ci troveremmo con due cimiteri lasciati in una condizione non certo degna di un Paese civile, situazione che deve essere risolta al più presto.

Ricordiamo, infine, al Pd che tutti i substralci del progetto per l’ampliamento dei cimiteri prevedono un numero di loculi pari a 216 e che i bandi per la realizzazione dei nuovi sono stati programmati dall’attuale amministrazione. Ad ogni buon conto si sta già partendo con gli incarichi per la realizzazione di progettazioni definitive atti ad ampliare sia il cimitero del capoluogo che quello della frazione. Per quanto riguarda l’Imu, abbiamo già precisato in altra sede e torniamo a ribadire che continuare a soffermarsi solo sull’aliquota della prima casa, fingendo di non conoscere (o magari ignorando davvero) le agevolazioni che è stato possibile concedere alle fasce meno abbienti, non fa altro che confermare quanto sia sempre prevalente la demagogia sulla realtà anche in coloro che (quanto meno per motivi anagrafici) dovrebbero cominciare a prendere le distanze da atteggiamenti simili”.

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