SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pace rinviata, se di pace si può parlare. L’atteso incontro tra Giovanni Gaspari e Paolo Perazzoli, previsto per sabato scorso, è stato rimandato a data da destinarsi per un contrattempo dell’ultim’ora che ha interessato il segretario provinciale Antimo Di Francesco, che avrebbe dovuto prendere parte all’appuntamento assieme a quello cittadino, Felice Gregori.

“Vedremo quando sarà possibile svolgerlo”, informa Gregori. “Sta partendo la campagna elettorale e gli impegni saranno fittissimi, alla prima data utile lo organizzeremo”. Il coordinatore sambenedettese pare comunque ottimista: “Sono assolutamente fiducioso, la situazione è ricucibile. Non si può buttare a mare un rapporto di trent’anni”.

Non è da escludere però che il confronto non sia andato in porto in virtù delle ultime esternazioni di Perazzoli a Youriviera. Il consigliere regionale è stato il primo a definire lo strappo sanabile, ma è necessario un cambio di passo, oltre ad una collegialità decisionale ad oggi evidentemente perduta. “Gaspari è vittima di un cerchio magico”, ha affermato a più riprese.

In testa ai malumori rimane l’approvazione della delibera che aliena un appezzamento comunale per la realizzazione di un distributore di benzina low-cost. “I consumi di carburante sono crollati, in Italia 6 mila impianti andranno a scomparire e noi vogliamo costruirlo – ha ribadito l’ex primo cittadino – Mi diano retta: lascino perdere quella storia, la lascino morire”.

Un fatto è comunque assodato: la querelle tra Gaspari e Perazzoli sta turbando profondamente il Partito Democratico. A tal proposito, il Circolo Primo Gregori di Porto d’Ascoli ha alzato la voce. “Diciamo basta. Non esistono cerchi magici di cui si faccia parte, perché  ognuno nella propria diversità ha una testa con cui pensare, ragionare e scegliere. Basta di fronte ad una politica fatta di articoli minatori e supponenti, a frasi altezzose e pretestuose. Basta a frasi di discredito nei confronti dei nostri amministratori ed esponenti. Basta alle vecchie logiche di potere all’interno del partito. Basta a chiunque pensa di poterci mettere un elmetto in testa per difendere questa o quella posizione”.

Al bando pertanto anche le critiche: “Chi lo fa dimentica l’impegno profuso negli ultimi anni, impegno che ha portato all’elezione di Paolo Perazzoli al consiglio regionale, così come quello che ha riconfermato il nostro sindaco Giovanni Gaspari. Il Pd – si legge ancora nella nota – non si sottomette al diktat di padroni e non abbassa la testa davanti a chi non accetta un pensiero diverso dal proprio”.

IL FUTURO DI PERAZZOLI Non sono in pochi a credere che questo riposizionamento di Perazzoli sia legato ad una candidatura a sindaco nel 2016. Un clamoroso ritorno al passato prontamente smentito dal diretto interessato, che tuttavia sembrerebbe deciso a non bissare l’avventura in Regione. “Non sono soddisfatto dei miei compiti da consigliere”, ha confessato. “Sto riflettendo, pensavo che il ruolo fosse differente. Palazzo Raffaello funziona come un grosso Comune, dove il potere è concentrato nel Presidente e un po’ nella giunta, che a sua volta è totalmente dipendente dal Presidente. Ho spesso polemizzato con Spacca, proponendo una modifica alla legge che sposa l’idea dell’uomo solo al comando”.

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