SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ordinanza già esisteva (numero 98 del 2009) e vietava il consumo di alcool in spazi pubblici dall’una alle sette. Poco di diverso da quella varata venerdì, con il nuovo orario che esamina il periodo compreso tra la mezzanotte e le sei. Giovanni Gaspari annuisce e ammette: “Nulla di nuovo sotto il sole, c’è stata solo l’anticipazione di un’ora. Prima erano proibiti vetro e lattine, oggi non è ammessa nemmeno la plastica. Se c’è tutto questo allarmismo forse è meno innocua di quel che credevo”.

Una norma evidentemente dimenticata, che pone un velo di mistero e scetticismo sul nuovo corso inaugurato dal primo cittadino. Gli episodi di tensione delle passate settimane sono freschissimi nella memoria dei residenti, Gaspari tuttavia si difende: “Non siamo stati con le mani in mano. Erano state valutate situazioni poco chiare ed erano partite delle sanzioni. Mi comporterò in base a ciò che succederà e a come le mie azioni saranno recepite”.

Il sindaco rifiuta l’appellativo di sceriffo e capovolge il problema: “Si può fare tutto, purchè sia all’interno delle strutture, a San Benedetto non c’è alcun coprifuoco. Siamo ancora ad un livello minore dei provvedimenti. Vorrei ricordare ai fautori della patente a punti per i locali che, in quel caso, una volta finito il bonus, si applica la revoca della licenza”.

Il dito non è però puntato solo contro Via Mentana. Ricorda come la scure coinvolga un ampio perimetro e non una semplice strada. “La riapertura al traffico non risolverebbe niente. Basti vedere l’assembramento di Via Pizzi o Via Galilei, dove il transito è interrotto”.

Sabato notte Gaspari bisserà i controlli con il supporto di quattro agenti della Polizia Municipale. “Le altre forze dell’ordine non posso predisporle io – precisa – l’incarico spetta al Questore e al Prefetto”.

Il fenomeno viene considerato ciclico e passeggero. Tanti i fattori. Uno su tutti il prezzo eccessivamente ridotto delle bevute: “Capita che si arrivi a pagare quattro volte meno, non posso negare che rappresenti un aspetto su cui riflettere. L’esercente non dovrebbe inoltre somministrare alcolici a chi già è ubriaco”.

Puntualmente ecco ripresentarsi il ritornello sulla delocalizzazione della movida: “Non è difficile, tutti sanno cosa si deve fare, ma visto che rimane tutto uguale significa che a loro va bene così. Un amministratore crea le condizioni, spetta agli imprenditori cogliere l’occasione”.

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