GROTTAMMARE – Enrico Piergallini, classe ’75, professore di italiano, latino, storia e geografia. Sposato dal 2004 con Lorena, ha due, figli Alessandro e Sofia. Ricopre da 10 anni il ruolo di assessore alla Cultura a Grottammare. Insegnante, politico, marito, padre e poeta. Tanti i libri da lui pubblicati in questi anni, il suo talento fu sottolineato dal cuprense poeta di fama nazionale, Eugenio De Signoribus.

Abbiamo incontrato il candidato sindaco per il movimento “Solidarietà e Partecipazione” nell’Ufficio dell’assessorato alla Cultura.

Quando svelerete la lista?
“Nell’ultima assemblea abbiamo creato un gruppo di lavoro sulla lista che verrà resa pubblica a cavallo tra gennaio e febbraio”.

Qualche anticipazione?
“Si terrà conto delle esperienze dei giovani che si sono impegnati in questo mandato e scenderà ulteriormente la media di età. Come Solidarietà e Partecipazione abbiamo sempre avuto la regola che prima si dovesse discutere sulle idee affinché chi avesse avuto la volontà di candidarsi avesse avuto ben chiaro il progetto”.

Almeno ci parli di queste idee…
“E’ stata fatta un’analisi profonda dei settori strategici della città e sono stati fissati degli obiettivi concretamente realizzabili per i prossimi 5 anni”.

Sta parlando degli otto incontri pubblici?
“Sì e non solo. Presto ne faremo altri, invitando delle personalità nei diversi ambiti per confrontare i nostri intenti con veri professionisti. L’obiettivo continuo sarà quello di trasformare Grottammare in una città capace di guardare il mondo e di fare proprie le idee più attuali”.

Ci potrebbe parlare di qualche obiettivo chiamiamolo così, più pratico?
“La riqualificazione dell’ultimo tratto del lungomare, quello centrale…”

Mi scusi se la interrompo, e quello sud con i sampietrini?
“Anche quello cercheremo di aggiornarlo e renderlo più funzionale”.

Si scontrerà però sul problema dei tagli ai Comuni, come, nel caso, reperirà i fondi?
“Bisogna saper distinguere da subito la velleità dalla concretezza, per questo cercherò di proporre obiettivi specifici e possibili da realizzare. Un programma con 5/6 priorità e per il resto che si impegni a mantenere quello che negli anni i miei predecessori (parla di Massimo Rossi e Luigi Merli ndr) hanno costruito. Nella nostra idea, Grottammare deve diventare sempre di più una città accessibile a misura di uomo e bambino e pronta ad accogliere, elegante e splendente, i turisti. Una sinergia tra pubblico e privato dovrà sempre più consolidarsi. La città in movimento attira investitori e penso come esempio alla realizzazione del Valentino Resort dopo che fu riqualificato il lungomare sud”.

Pensa che sia stata una diretta conseguenza?
“Riqualificazioni simili, in generale, rassicurano i probabili investitori è cosa ovvia. Questi alla fine scommettono sulla città”.

Qualche altra idea in merito?

“Stiamo pensando ad un Festival delle Guide Turistiche di viaggio ed enogastronomiche. Consapevoli che la nuova frontiera del turismo sono i percorsi. Penso al libro di Paolo Rumiz Annibale. Un viaggio, che ripercorre le tappe della marcia in Italia del condottiero cartaginese e al successo che sta ottendendo”.

Qual è la visione che ha di Grottammare per i prossimi 5 anni?
“Una città con una nuova dimensione del vivere che non si riduca soltanto alla lotta per la quotidianità ma che diventi uno spazio in cui i cittadini possano esprimersi. Una città capace di ascoltare le idee e riconoscere le specificità di ciascuno”.

Sì ma in che maniera?
“Con sempre più numerose suggestioni culturali possibili e rendendo sempre più fruibili le attività comunali che devono affacciarsi ad un panorama globale. Promuovendo sempre di più, soprattutto nelle scuole, una sensibilità per il paesaggio da rispettare”.

Ciò vuol dire che s’impegna a non aumentare il consumo del territorio? Ho capito bene?
“La città ormai deve crescere solo in maniera sostenibile. Conserveremo le caratteristiche del Piano Regolatore vigente, senza stravolgerlo. Non escludo a prescindere progetti dei privati, basta che concilino il loro interesse con quello pubblico”.

Aspetti importanti per Grottammare sono Cultura e Sociale? Come li affronterà visti i tagli?
“Molto è stato già fatto e ricevo una bella eredità di 2 milioni di euro anche se bloccati per rispettare il Patto di Stabilità. Partiranno dei progetti da consolidare e altri da realizzare. Si pensi all’importanza di Anima, la più importante opera che la città avrà dal dopoguerra. La battaglia contro la crisi si potrà vincere consolidando la rete tra associazioni e privati”.

Ci sono situazioni in cui l’interesse del privato va in combutta con le esigenze pubbliche e delle volte crea malumori. E penso al Sansificio…
“Alcune attività private non rispondono alla qualità di vita alla quale il cittadino ha diritto e in questo il Comune si impegna ad un’osservazione attiva”.

Una curiosità: sul nostro giornale, in un commento l’hanno accusata di aver militato nel “Fronte della Gioventù”.
“Ridicolo per tutto ciò che ho fatto e ho detto in questi anni, attribuirmi una militanza simile. Se qualcuno fosse veramente curioso di sapere quali fossero i miei impegni da adolescente, svelerò subito l’arcano: fino a 16 anni ho fatto il chierichetto (lo dice sorridendo ndr)”.

C’è disamore per la classe politica, sempre di più. Cosa ha da dire in merito?
“La dimensione del politico locale è diversa da quella nazionale. Non si hanno privilegi. Nella maggior parte dei casi nella dimensione cittadina è motivato da impegno e passione. Bisogna riscoprire la politica, con dei nuovi linguaggi, questa è l’unico tramite possibile per il cambiamento soprattutto a livello locale, dove il contatto tra politico e cittadino è diretto e non è evitabile. A Grottammare per volere dell’allora sindaco Massimo Rossi lo stipendio dei politici fu dimezzato del 50%. Poche centinaia di euro agli assessori per un risparmio per il Comune in questi 20 anni di circa 500 mila euro”.

A proposito, una battuta sui suoi predecessori?
“Due sindaci che resteranno impressi nella memoria dei cittadini per aver sollevato Grottammare dall’incuria e dalla dimenticanza restituendole orgoglio e qualità”.

Oggi il suo eventuale compito sarebbe più arduo?
“Senz’altro diverso. Il nuovo sindaco di Grottammare dovrà interpretare il nuovo tempo fatto di austerità e realizzare progetti trovando nuove forme di finanziamenti. Continuare a connettersi con i cittadini, a chi ci sta di fronte con uno sguardo rivolto al globale e la capacità di fondare una nuova società basata sulla tolleranza. Oggi più che mai si necessità di un impegno civile, unica possibilità. Vivere la politica, scegliere di fare il politico è cosa ardua in sé. Spesso come unica remunerazione c’è la consapevolezza di aver risolto problemi e di aver conseguito nel migliore dei modi quello che i greci consideravano un atto nei confronti della storia e delle abitudini di vita e delle questioni d risolvere per gli uomini”.

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