Tutti allo stadio. E’ la frase storica che si pronuncia ogni volta che la nostra Samb si appresta ad affrontare un incontro decisivo per il proseguo del campionato. Imperativo che calza a pennello con la prossima partita contro il San Cesareo, capolista che sembrava irraggiungibile fino alla settimana scorsa. In un giorno tutto si è capovolto e Palladini e compagni hanno l’occasione per lanciarsi verso una promozione tanto attesa perché potrebbe diventare un bivio importantissimo per il futuro. Sotto molteplici aspetti.

Il primo è “matematico”: quattro punti sulla seconda (il San Cesareo), un punto in più per il vantaggio negli scontri diretti e settima vittoria consecutiva (nona nelle ultime dieci), distanza sulle terze che appare incolmabile con 14 giornate ancora da giocare. Numeri che nel calcio non rappresentano certezze ma tali sono oggi e tali resteranno se la mentalità attuale resterà immutata. Uno stimolo in più? Eccolo: i risultati che stanno ottenendo (tanti gol, tre giocatori nei primi posti della classifica cannonieri) mi ricordano quelli della prima promozione in serie B quando gli attuali Napolano, Pazzi, Shiba si chiamavano Guidazzi, Padovan, Di Fraia. Senza quella squadra e quei successi molto probabilmente la stella Samb non sarebbe mai nata, questa è l’occasione più propizia per farla… rinascere.

Il secondo punto è societario: è ormai arcinoto che la situazione finanziaria è disastrosa e che il futuro (senza questa classifica) sarebbe già segnato. Ma è anche vero che le ultime dirigenze (dall’avvento di Spina ad oggi) sono quelle che hanno tirato soldi veri dalle proprie tasche con la prospettiva del fondo perduto e, anche, a discapito delle personali economie. Buone azioni senza secondi fini che in qualche modo verranno ripagate dal cielo (io sono credente per cui confido nella provvidenza divina) e qualche segnale lo intravvedo come spiego nel terzo punto.

I fattacci di Celano fecero perdere alla società un bel gruzzolo a discapito delle tasche dei giocatori. E sì, perché a me è la prima volta che mi capita di vedere gli incassi delle gare subito distribuiti negli spogliatoi ai giocatori. Una volta qualcuno li metteva in valigia e se ne tornava a casa. Cifre misere quelle attuali ma il segnale è importante specie se rapportato ad un bilancio societario sulle spalle di Bartolomei e Pignotti che, non essendo “visibile”, spiega tante cose. Altri dirigenti non innamorati della Samb si sarebbero comportati diversamente da come hanno fatto negli ultimi anni Spina (non mi risulta che qualche giocatore debba avere soldi da lui), Pignotti e Bartolomei.

Insomma noi sportivi e tifosi possiamo considerarci in una botte di ferro sotto l’aspetto appena descritto e sapere che l’incasso di Samb-San Cesareo finirà direttamente delle tasche dei calciatori è uno stimolo in più per andare allo stadio e calmierare momentaneamente la situazione nella speranza che il campo continui a fare miracoli. Quel “tutti allo stadio“, quindi ha ora un significato ancora più attendibile per cui va preso alla lettera: TUTTI. Una cosa simile accadde nei primi giorni della presidenza Venturato al quale, su sua richiesta, in occasione di un Samb-Salernitana, io e mio fratello Pino, confezionammo un giornale ad hoc che consegnammo tra venerdì e sabato nei bar della riviera. Ci fu un grande incasso ma anche un grande inganno per due giornalisti tifosi perché non finì nelle tasche dei giocatori che, dopo qualche anno, furono risarciti da un fondo speciale della Lega. Stavolta non sarà così per cui TUTTI ALLO STADIO potrebbe riportare quella luce che manca da troppo tempo.

Il mio auspicio finale è anche quello che i miracoli del campo possano riunire in un unico abbraccio tre persone (i nomi citati sopra) la cui buona fede va molto al di là degli errori commessi. Sì, sono un idealista e mi piace esserlo. Se poi SAMB-SAN CESAREO sarà o no un punto di partenza verso quella agognata serie B lo stabiliranno i fatti. Il primo fattibile è proprio quello di riempire il Riviera in ogni ordine di posto.

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