SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Quella dell’uomo solo al comando è una malattia che colpì anche me. C’è la possibilità di recuperare, Gaspari molli il suo cerchio magico, dove non ci sono mai scontri e vige solo un coro unanime”. Eccolo l’appello di Paolo Perazzoli all’attuale sindaco di San Benedetto. Parole pubbliche nel corso della puntata di YouRiviera, come pubblico è stato lo strappo all’interno del Partito Democratico in questi ultimi due mesi: “Avrei voluto lavare i panni sporchi in casa, ma alle riunioni non mi invitavano, nonostante li sollecitassi a farlo”.

L’ex primo cittadino è un fiume in piena. Fa i nomi di personaggi illustri, potenzialmente preziosi alla causa del centrosinistra che, per un motivo o per l’altro, sono stati messi all’angolo da Gaspari: “Pietro Colonnella, Pietro Paolo Menzietti, Gino Troli sono stati fatti fuori”. C’è poi invece chi ha preso il sopravvento, come i Verdi: “Trovai improprio consegnare un assessorato importante come l’Urbanistica a una piccola forza come la loro. Noi non condividemmo la scelta”.

Paolo Canducci viene tirato in ballo anche quando vengono rispolverate le primarie del 2011: “Avrebbe dovuto partecipare, se avesse voluto. Quella gara poteva svolgersi diversamente, in effetti Spadoni non era un outsider forte”.

E sulla Sorge? Nulla di nuovo sotto il sole. Anzi sì, perché il consigliere regionale smentisce categoricamente la ricostruzione offerta dall’assessore e da gran parte del partito locale. “Alla riunione pre-natalizia non ho mai appoggiato il suo nome. Chi dice che l’ho fatto per poi cambiare idea inventa e tarocca la storia. Era rimasto libero un posto, circolavano vari nomi: Margherita Sorge, Emanuela Mazzocchi e Anna Rosa Cianci. Io andai via prima che decidessero, firmando in bianco. Tuttavia avevo già avvertito che avrei votato la Casini. La mia disistima verso la Sorge non è mai mutata”.

Perazzoli le addossa responsabilità a ripetizione. La regina delle deleghe porrebbe attenzione alle frivolezze, a discapito dei drammi sociali. Ed ancora: “Avrebbe dovuto puntare su manifestazioni rilevanti, come ha fatto Grottammare con Cabaret Amoremio. Sea Card e tassa di soggiorno sono state iniziative forzate che non mi sono piaciute”.

Guerra totale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il caso del distributore di benzina low-cost, che ha raggiunto l’apice con le plateali dimissioni della moglie Loredana Emili da capogruppo del Pd. Ufficialmente, per esplicita comunicazione dell’amministrazione comunale, il progetto non è legato al completamento dei lavori di messa a norma dello stadio Riviera delle Palme: “Qualcuno ha creduto pure che Ruby fosse davvero la nipote di Mubarak – taglia corto Perazzoli – non sta né in cielo né in terra che per risolvere un inciampo se ne inauguri un altro. I consumi di carburante sono crollati, in Italia 6 mila impianti andranno a scomparire e noi vogliamo costruirlo. Mi diano retta: lascino perdere quella storia, la lascino morire”.

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