SANT’OMERO – In una corsia d’ospedale un papà agitato e titubante non ha il coraggio varcare la porta la di là della quale sta per nascere suo figlio. Un’infermiera si avvicina e cerca di tranquillizzarlo offrendogli una bibita gassata. Il gusto dolce e frizzante fa riemergere la forza interiore momentaneamente assopita e spinge il giovane padre ad entrare in sala parto dove una nuova vita sta venendo al mondo. Si intitola “Taste the life for the first time” (Assapora la vita per la prima volta) lo spot girato presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero dal fotografo e videomaker Mario Silvestrone per il concorso internazionale della Coca-Cola.

Dopo la vittoria lo scorso anno dello spot “A guitar hero” dei due registi sambenedettesi Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia, con il musicista di Nereto Giancarlo Fagotti nel ruolo del chitarrista barbone, la Val Vibrata torna di nuovo protagonista grazie al vivo fermento degli artisti locali, e questa volta, a partecipare all’edizione 2013 del concorso sarà uno spot con un’ambientazione d’eccezione: il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Sant’Omero, diventato nell’ultimo anno un punto nascita di eccellenza nel teramano e non solo.

A far scoccare la scintilla da cui è poi partita l’iniziativa, l’esperienza personale di Silvestrone, i cui due figli (l’ultimo nato appena tre mesi fa) hanno emesso i primi vagiti proprio nel reparto protagonista dello spot. “Volevo raccontare cosa si prova durante gli intensi minuti dell’attesa – ha affermato il regista – e ho voluto l’ambientazione al Val Vibrata per omaggiare il personale del reparto che quotidianamente offre ai pazienti competenza professionale e contributo umano”.

Silvestrone, che ha realizzato il lavoro con la collaborazione di Marco Arbani e Alessandro Marconi, non nega che l’iter per l’approvazione della richiesta sia stato piuttosto lungo, trattandosi di una struttura pubblica, con la proposta valutata con attenzione dal direttore sanitario Camillo Antelli e dal direttore generale della Asl Giustino Varrassi.

Non appena è arrivato il via libera, telecamere e macchine fotografiche sono entrate al primo piano del Val Vibrata: quattro ore di riprese in una domenica sera come tante altre, con due attori (Alessandro Cameli e Annalisa Vagnoni) nel ruolo di mamma e papà, e medici ed infermieri ad interpretare se stessi.

“Abbiamo effettuato le riprese nella maniera più discreta possibile per non infastidire le pazienti e il lavoro dei sanitari – ha spiegato Silvestrone – e per questo ci è stata messa a disposizione una sala parto differenziata non in uso, mentre il personale che compare nello spot era fuori servizio in quelle ore”.

Come ringraziamento per l’opportunità ricevuta, Silvestrone girerà a breve per l’ospedale, a titolo gratuito, uno spot promozionale sul parto indolore, tecnica praticata da novembre 2011 al Val Vibrata e che ha permesso di abbattere drasticamente il numero di cesarei effettuati.

Nel 2012 sono stati 694 i parti all’ospedale di Sant’Omero, di cui il 42,56% in partoanalgesia. I parti con cesareo sono stati 136 (217 considerando anche i tagli cesarei ripetuti), con una percentuale del 22,19%. “E’ un dato che si attesta al di sotto della media nazionale – ha affermato Felice Patacchiola, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia al Val Vibrata – ottenuto anche grazie all’uso della partoanalgesia”. Ed essendo l’ospedale uno dei pochi in Abruzzo ad eseguire la pratica e l’unico a garantirla 24 ore su 24,  da più di un anno si è invertita la tendenza sulla mobilità passiva di cui soffriva il nosocomio, con donne che arrivano a Sant’Omero anche da fuori provincia e da fuori regione per far nascere i propri bambini.

“Nel nostro reparto si presta molta attenzione al processo di umanizzazione del parto – ha aggiunto Patacchiola – con l’assoluta libertà della donna durante il travaglio e nel parto, con la possibilità di partorire anche nel letto, come avveniva una volta. A breve il reparto sarà interessato da lavori per la realizzazione di un nuovo blocco attrezzato con due nuove sale parto, un’attigua sala operatoria per le emergenze, e una sala con vasca per il parto in acqua”.

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