CUPRA MARITTIMA – Ancora problemi per la raccolta differenziata a Cupra Marittima. I bidoni marroni che dovrebbero contenere l’umido in realtà sono spesso pieni di sacchetti di plastica. Forse non è ben chiaro ai cuprensi la modalità di raccolta?

L’abbiamo chiesto all’assessore all’Ambiente Marco Malaigia che ci ha parlato dell’ultima assemblea informativa che si è svolta il 10 gennaio:“Si è tenuto un altro incontro aperto a tutti spiegando per l’ennesima volta come avviene il porta a porta e come dividere i rifiuti tra i vari sacchetti”.

Abbiamo chiesto all’assessore se esiste comunque, oltre all’opuscolo che la Picenambiente consegnò a tutte le case insieme al kit per la raccolta, anche un elenco dettagliato del Comune. “Ogni estate- ci ha risposto- ne stampiamo uno, soprattutto per i turisti. Se i cittadini avessero dei dubbi potrebbero rivolgersi all’Ufficio Ambiente che è sempre disponibile a chiarimenti”.

Certo è che bisognerebbe al più presto risolvere il problema dei sacchetti di plastica nei bidoni dell’umido perché lo scopo di quel tipo di raccolta, lo ricordiamo, è la produzione di compost, un ammendante per il terreno detto anche terricciato o composta, che è il risultato della decomposizione e dell’umidificazione di un misto di materie organiche.

Altro problema sollevato dai cuprensi che abbiamo sentito sarebbe la lontananza di certe postazioni di raccolta, “Devo camminare per 20 minuti”, ci confida un’anziana.

Abbiamo riportato la lamentela a Malaigia e questi a risposto: “Abbiamo lasciato i cassonetti dove era più opportuno”.

L’assessore ci ha spiegato inoltre che la raccolta differenziata, esteso per ora tutto il territorio urbano dove c’è maggior densità di popolazione, interesserà anche un’aria più vasta. Verranno posizionati i bidoni, celesti per vetro e plastica, gialli per carta, verdi per indifferenziata anche in zone periferiche. Su richiesta dei singoli cittadini, dove necessario, sarà previsto anche un contenitore arancione per le gli stralci d’erba tagliata,  ma non le potature.

I cittadini dovranno collaborare di più– conclude Malaigia- anche quando si tratta di rifiuti ingombranti, basterebbe una telefonata all’Ufficio Ambiente per un appuntamento, ma spesso nelle strade troviamo materassi o mobili buttati lì”.

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