MONTEPRANDONE – Novità sul completamento del sottopasso della discordia in via Fosso Nuovo. Nell’ultima assise la Giunta Comunale aveva deciso di accollarsi le spese per ultimare i lavori del sottopasso che ammontano a circa 300 mila euro complessivi. Ma, è aggiunto in una riga, l’amministrazione monteprandonese valuterà “ogni possibile procedimento nei confronti del Piceno Consind, al fine di tutelare gli interessi del Comune”. Dunque si minaccia un percorso legale nella coda dell’intricata vicenda.

Inizialmente l’opera doveva a totale spese e cura del Piceno Consind al costo di 752.581 euro di cui una discreta parte erogati dalla Regione Marche. Nel 2007 arrivava la delibera con la quale il Consind dava il via ai lavori e il Comune di Monteprandone stipulava un accordo con esso.  Successivamente però il  Consiglio Direttivo del Consind  svolto il 24 ottobre 2011 con la delibera numero 129  e con la nota 788 del 13 gennaio 2012  comunicava al Comune di Monteprandone la volontà di interrompere i lavori per il sottopasso data la criticità finanziaria in cui versava e versa tutt’ora l’ente.

Addirittura nell’assemblea del Consind dello scorso 26 novembre pare che l’ente abbia perfino sostenuto che l’opera a suo carico fosse solo quella relativa al passaggio ferroviario. Affermazione smentita da Stracci e Mozzoni presenti in assemblea, oltre che dalle delibere approvate in passato. Il Comune di Monteprandone decise poi di  farsi carico delle spese ultimative anche per evidente impossibilità di lasciare l’opera allo stato attuale. Spese che ripetiamo ammontano a circa  300 mila euro come scritto nella delibera 27 del 26 aprile 2012. Il Comune nell’ultimo civico consesso svoltosi il 30 novembre scorso manifestò la volontà di chiedere successivamente un rimborso al Piceno Consind.

Ora sembra che si sia fatta avanti anche l’opzione di agire legalmente contro il Consind “al fine di tutelare i propri interessi” come possiamo leggere nella delibera di Giunta 258 del  20 dicembre, qualora dunque il rimborso non dovesse arrivare da parte dell’ente provinciale.

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