SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Abbiamo sentito coach Valori per fare il punto della situazione riguardo la politica “largo ai giovani” varata questa Estate ed un primo bilancio del campionato fin qui disputato dall’ Adriatica Bitumi Basket Club. Questa è stata anche occasione per parlare della florida realtà del settore giovanile e del progetto Colors, presentato meno di un mese fa nella cornice del Palaspeca, in un pomeriggio interamente dedicato al basket.

Fra luci ed ombre, un primo bilancio della stagione fin qui disputata.

Sicuramente a guardare la classifica la nostra situazione non è delle migliori, anzi alqualto deficitaria. Lo staff tecnico era gia a conoscenza delle difficoltà che avremmo incontrato, soprattutto con una squadra che va in campo con 18 anni o poco più di media a giocatore. Purtroppo abbiamo avuto dei difficili infortuni negli ultimi 2 mesi che ci hanno privato del supporto importantissimo di due ragazzi giovani ma molto promettenti come De Angelis Alessio (’94) e Grimaudo Alessio (’95). Il primo per infiammazione del nervo sciatico, il secondo per una brutta distorsione alla caviglia destra, ambedue ancora in recupero e non impiegabili per le prossime partite.

Le cronache ci dicono di una squadra giovanissima la quale gioca un buon basket ma al contempo paga la scarsa esperienza in campionato. Alla luce di ciò, siete soddisfatti della politica largo ai giovani varata ad inizio campionato ?

L’arrivo di Raul Cardenas ci ha dato quel pò di esperienza in più e offerto ai ragazzi un esempio positivo. La società continua a sostenere il progetto con entusiasmo vista la crescita individuale dei ragazzi che ruotano nel rooster della squadra, dando la possibilità di continuare un percorso sostenibile per il futuro, confermando di credere fermamente nello sviluppo delle risorse del nostro settore giovanile, e nel buon lavoro fatto negli anni.

Gli obbiettivi di inizio anno sono cambiati o rimangono sempre gli stessi ?

Non cambieremo la rotta che abbiamo intrapreso ad inizio anno, al contrario investiremo maggiori energia sui particolari da migliorare di ogni singolo ragazzo.

Ponete da sempre grande attenzione al settore giovanile, quali risultati state raggiungendo con le giovani leve rivierasche ?

Partirei dal presupposto che i risultati delle partite e la classifica non sono il nostro obiettivo, ma va da sé che se si lavora con attenzione questi vengono da soli.
Gli esordienti (2001) non hanno ancora iniziato il loro campionato ma hanno disputato dei tornei di buon livelli dimostrando di essere un gruppo talentuoso.
Gli Under13 stanno confermando quanto di buono hanno fatto lo scorso anno (3° posto interprovinciale) evidenziando all’interno del gruppo elementi di ottimo livello. Gli Under 17 sono 2° avendo perso solo la prima partita di campionato di un punto dopo un tempo supplementare.
Arrivando al gruppo IPA (Italian Prep Academy) in unione con l’Ascoli Towers, i risultati sono buoni soprattutto in ottica di un inizio difficile, per ambientamento di ragazzi cosi acerbi (14-15 anni).
Gli Under 15 eccellenza infatti vengono da 5 vittorie nelle ultime 6 gare, quelli dell’ Under 17 eccellenza (quasi tutti ’97) sono al 10 posto ed infine i ragazzi dell’ Under 19 regionale invece stanno travolgendo il campionato imbattuti senza mai soffrire una gara, a conferma che i nostri Roncarolo, Grimaudo, Centonza e Cameli sono gia pronti per categorie superiori.
Una nota particolare va riservata a Roncarolo Alessandro, classe ’94, che ha gia esordito e ben figurato nel campionato nazionale di serie C1, e a Falcioni Yuri, classe ’97, che si sta facendo valere sia nel campionato U19 sia nella squadra senior di Promozione.

Il progetto Colors appena varato, come siete entrati in contatto con questo e che obbiettivi vi siete posti di raggiungere grazie ad esso ?

Ci siamo approcciati al progetto Colors grazie al nostro partner pubblicitario che ci ha dato i contatti per poter intraprendere questo meraviglioso e allo stesso tempo difficile percorso di integrazione e educazione attraverso la pallacanestro.
Cosa ci aspettiamo dal progetto è una gran bella domanda, e onestamente non saprei cosa rispondere; ci sono cose che si fanno con la testa e cose che si fanno col cuore.
Visto che gia integriamo nelle nostre squadre diversi ragazzi stranieri, abbiamo pensato che san benedetto poteva essere una good practice da riproporre in città meno grandi di Roma o Milano, cambiando ovviamente le metodologie di insegnamento. Inoltre tutta l’attività che facciamo è completamente volontaria e patrocinata dall’assessorato allo sport di San Benedetto del Tronto a cui va un sentito ringraziamento.
Siamo solo agli inizi di questa grande avventura ed abbiamo linee guida e grande entusiamo, il tutto si svilupperà nel  prossimo mese e solo allora vi sapremo dire di più.

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