SAN BENEDETTO DEL TRONTO – l’ Atd (Associazione Tutela Diabetici) di San Benedetto è stata destinataria di una donazione da parte della nota industria farmaceutica Lilly Italia finalizzata all’erogazione di un supporto psicologico a pazienti diabetici afferenti al Centro di Diabetologia dell’Ospedale Civile di San Benedetto del Tronto ex ZT 12 (ora Area Vasta 5) dell’ASUR Marche.

La dottoressa Laura Fonzi, specialista in psichiatria e psicoterapia, è stata formalmente incaricata dalla scrivente associazione di fornire la propria prestazione professionale nell’assistenza a giovani pazienti con diagnosi recente o pregressa di diabete di tipo 1, e a diabetici adulti di tipo 2 con comorbidità per obesità, patologia dismetabolica e aumentato rischio cardiovascolare.

Di tutti i pazienti selezionati a partire da maggio 2012, un gruppo di 21 persone ha accettato e avuto accesso alla consultazione specialistica. I percorsi di assistenza sono stati diversificati e personalizzati in base alle esigenze specifiche, andando da piccoli interventi di counseling a vere e proprie prese in carico. Dei 21 pazienti valutati, 17 erano affetti da diabete di tipo 1, all’esordio o comunque con recente comparsa di problematiche di gestione, e 4 da diabete di tipo 2 e obesità. Di questi, 9 pazienti hanno effettuato brevi cicli di psicoterapia (6 ancora in corso) con focalizzazione sull’elaborazione della diagnosi, sulle difficoltà emergenti e, in alcuni casi, sul rapporto con l’assistenza sanitaria; 2 pazienti sono stati seguiti con terapia farmacologica specifica; 10 pazienti hanno effettuato un counseling occasionale, che ha consentito almeno un’iniziale apertura a nuovi spazi di riflessione nonché la possibilità di confronto e discussione con i diabetologi referenti circa l’assetto clinico più produttivo.

Nella maggior parte dei casi seguiti, l’intervento proposto ha consentito una riduzione del disagio soggettivo, unitamente a una maggiore consapevolezza delle proprie difficoltà di accettazione della malattia e di adesione alle cure; in alcuni casi, si è potuto osservare anche un contestuale miglioramento dei parametri fisiologici. Tali risultati hanno reso ancora più evidente quanto una risposta globale alle esigenze della persona affetta da diabete, che non trascuri il versante psicologico in favore di quello somatico, consapevole dell’indissolubile rapporto che unisce i due aspetti, possa determinare un miglioramento sensibile della gestione terapeutica e della stessa qualità di vita. Il progetto è ancora in corso di svolgimento.

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