San Benedetto del Tronto – Margherita Sorge è l’unica candidata sambenedettese alle primarie con le quali domenicai il Piceno dovrà scegliere i propri rappresentanti per la compilazione delle liste elettorali in vista delle elezioni di febbraio 2013. L’abbiamo ascoltata alla vigilia della competizione
Per lei una nuova competizione elettorale. Come la sta vivendo?
Con grande serenità, soprattutto perchè confortata dal generoso supporto di amici e compagni, tra cui tanti consiglieri comunali di San Benedetto e dei comuni della provincia..
Quali sono i progetti che intende portare a termine se otterrà la vittoria nelle primarie prima e alle elezioni poi?
Come tutti sanno, le competenze dello Stato sono cambiate con la modifica del Titolo V della Costituzione e tutte quelle che riguardano il territorio o micro settori economici sono passate alle regioni e agli Enti locali. Lo Stato oggi decide sui diritti civili e sui livelli essenziali di assistenza e di prestazioni economiche e sociali e quindi il mio impegno è far pesare i valori di una sinistra riformista sulle decisioni legislative, per ottenere una società più giusta nella distribuzione della ricchezza e nel riconoscimento del merito, più solidale verso i giovani e le donne come investimento sulle future generazioni, più attenta alla salute e all’ambiente per avere città, come San Benedetto, a misura d’uomo.
Per quanto riguarda invece il rapporto tra il Governo e gli Enti Locali?
La mia lunga esperienza di amministratore e di medico mi ha dato alcune certezze: il ruolo centrale dei comuni nella erogazione dei servizi alla persona e la salute, come diritto fondamentale da garantire attraverso il servizio universale. Si tratta quindi di rendere compatibili questi due principi con le esigenze di bilancio dello Stato. Autogoverno, controlli e responsabilità, dovranno essere i parametri del rapporto tra Governo e amministratori del sistema delle autonomie, per avere più efficienza, meno sprechi, migliori servizi e minore spesa pubblica, da declinare poi in minore pressione fiscale.
Cosa farebbe per primo?
Insisterei sulle detrazioni fiscali, come la detassazione del salario di produttività, la riduzione dell’Irap pagata sui lavoratori occupati, ovvero il credito d’imposta per favorire l’assunzione di giovani e donne. Si avrebbe così la riduzione dei costi di produzione delle imprese, rendendole più competitive anche all’estero. Penso che la crescita e un maggior benessere per le famiglie italiane non si ottenga solo con il rigore dei conti pubblici, ma riducendo il cuneo fiscale sulla paga dei lavoratori e riducendo la pressione fiscale. C’è poi il grande tema della lotta all’evasione ficale che va perseguita con grande determinazione.
Che ci può dire del “Caso Rossini”
Niente di più di quanto già è stato detto. Mi rammarico solo di non averla potuta avere a fianco in queste primarie per migliorare l’offerta politica in qualità e quantità di donne, che nel PD sono valide e attive.
Altri candidati hanno tentato di alimentare polemiche astiose?
No! E’ una campagna elettorale corretta. Astiosa forse è da ritenersi la scelta elettorale di qualche importante dirigente di partito locale, in quanto incoerente tra il dire ed il fare. Nonostante le premesse “buoniste” alla viglia della mia candidatura, quando mi è stato chiesto unanimamente dal partito locale di candidarmi, c’era chi mi aveva messo in allarme sul fatto che sarebbe sceso in campo qualche “tagliatore di teste” per bruciarmi, affinchè nel PD di San Benedetto nessuna possa crescere. Purtuttavia sono serena: credo più nella libertà di pensiero e di azione delle persone che nei loro condizionamenti e nelle loro paure.
Non posso non chiederle maggiori chiarimenti sulle sue ultime frasi che potrebbero non essere comprese da tutti anche se pare chiaro il riferimento ad una recente intervista del consigliere regionale Paolo Perazzoli…
“Io non ho mai fatto la guerra a nessuno, mi sono solo difesa dagli attacchi che ho subìto e non riesco ancora a spiegarmi il suo voltafaccia, in vista delle primarie di domenica. Nella riunione in via Balilla che ufficializzò la mia candidatura al Parlamento, Paolo condivise e appoggiò il mio nome. Noto poca chiarezza e trasparenza, c’è il tentativo di mettermi in difficoltà e di penalizzarmi. Non do giudizi, fotografo la realtà. Al di là del fattore umano, siamo di fronte ad un atto politico incomprensibile ed incoerente. Le deduzioni le lascio ai cittadini, per me è incomprensibile che ora, che bisogna pensare a politica e a problemi seri della gente, si possano perseguire certe azioni. Credo che sia brutto e faccia male alla politica.

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