Poiché Monti è stato al governo per 13 mesi, è giusto che scriva cosa vorrà fare (magari un po’ meglio rispetto alla famosa Agenda), ma soprattutto è giusto che si verifichi quali sono stati i suoi impegni e le sue previsioni mentre era al governo.

Che le previsioni del Documento di Economia e Finanza dell’aprile 2012 siano state completamente errate e siano state cestinate dopo appena quattro mesi è cosa nota e grave, per un “governo di professori” (prevedevano per il 2012 una recessione del Pil dell’1,2%, rivisto poi a -2,4%; riguardo il 2013 si prevedeva +0,5%, mentre poi la previsione è stata rivista a -0,2%, anche se analisi terze restano più severe, come Bankitalia che prevede -0,7%, dato confermato dal Fondo Monetario Internazionale, il che comporterà un ulteriore inasprimento fiscale).

Ma le previsioni ultime, nel DEF del settembre 2012, sono quelle sulle quali focalizzare ciò che potrebbe avvenire in caso di un governo Monti, o, comunque, di un governo “in stile” Monti (l’unico stile possibile se non si contestano i vincoli imposti da Angela Merkel).

Basta, però, qualche pillola per capire il sapore della cura. Ci sarà tempo poi per l’analisi del salasso.

La pressione fiscale programmata è in “salita”. Senza arrivare al 2015, che è data troppo lontana nel volubile panorama dell’economia, ecco i dati.

Nel 2012 le entrate fiscali complessive sono stimate a 764,5 miliardi di euro, equivalente al 44,7% della ricchezza nazionale. In aumento dello 0,5% rispetto al 2011, e di ben l’1,9% sul 2010, quando la pressione fiscale era del 42,6% per 723,854 miliardi di euro. Ecco spiegato perché l’Italia e i paesi del Sud Europa sono sprofondati in una nuova recessione (mai, nel Def di settembre, il governo ammette che l’inasprimento fiscale ha provocato la crisi a partire dalle manovre Tremonti-Berlusconi dell’agosto 2011). La domanda interna ha subito un ulteriore tracollo, mentre le esportazioni sono trainate dalla crescita mondiale.

Cosa è previsto per il futuro? Il 2013 potrebbe essere l’anno-record della pressione fiscale: 45,3% (784,26 miliardi) per un ulteriore aumento annuale previsto dello 0,6%, e +2,7% sul 2010. Monti e i suoi ministri prevedono poi che nel 2014 (ma siamo già troppo lontani) la pressione fiscale tornerà ai livelli del 2012, ovvero al 44,8%.

Operazioni, oltre che recessive, anche inique: nel 2013 il peso delle imposte indirette (Iva) in percentuale del Pil passerà dal 15,1% al 16%, mentre le imposte dirette scenderanno dal 15,5% al 15,2% (erano al 14,6% nel 2010).

Ah, che bei tempi quando gli italiani pagavano soltanto il 31,1% di tasse. Ci sarà un modo per tornare indietro?

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 798 volte, 1 oggi)