SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Schiamazzi notturni ed atti vandalici: riesplode la rabbia dei residenti di Via Mentana, esasperati da una problematica che si protrae da tanto, troppo tempo.

Dopo un’estate burrascosa, condita da polemiche ed ordinanze ferragostane, la situazione era andata a calmarsi con l’avvento dell’autunno. Da ottobre infatti, le serate contestate si erano limitate ai fine settimana. Episodi isolati, che però non impedirono lo stesso un esposto alla Procura da parte dei residenti di Marina Centro, infuriati per comportamenti teppisti ed incivili.

La serenità tornò nella nottata di sabato 1° dicembre, con il presidio della zona da parte delle Forze dell’Ordine. Un’iniziativa apprezzata, che contribuì ad allontanare la folla e i cattivi intenzionati dalle strade, una volta chiuse le serrande dei locali presenti nei paraggi. L’esperimento non è stato tuttavia mai bissato, con le festività natalizie che hanno riportato nel famigerato perimetro un’ampia affluenza di persone.

Sabato scorso è stata una bolgia”, ammette il presidente di Quartiere, Pierfrancesco Troli. “Sono rispuntati gli studenti, che adesso sono in vacanza. Non si sono verificati episodi spiacevoli, ma la confusione non permetteva di riposare. Alle tre la strada era ancora piena”. Deve essersene accorto anche il sindaco Gaspari, che sabato notte twittava: “Se in questo momento ci sono cori in via Mentana, sono io il repressivo o ci sono incivili in giro che andrebbero isolati?”

Troli ne è certo: “Il pattugliamento è un deterrente, nessuno si sognerebbe di gridare dinanzi ad un pubblico ufficiale; abbasserebbero la cresta. In questi mesi mi è capitato di assistere a scene assurde: persone con la chitarra che intonavano canzoni a notte fonda, bidoni dell’immondizia ribaltati”.

La misura è colma, eppure il presidente non si scaglia contro il Comune, né tantomeno addosso ai titolari di Caffè Mentana e BarCode: “Il sindaco non è il tutore dell’ordine, più di tanto non può fare. Qui c’è di mezzo la maleducazione della gente. I locali hanno fatto di tutto per prevenire il fenomeno, dall’innesto della vigilanza privata alla pulizia immediata della via”.

Uno spiraglio per la risoluzione dell’emergenza comunque esisterebbe: “Se un esercizio che può contenere 100 clienti serve da bere a 400, è scontato che questi finiscano col consumare all’aperto. Una soluzione potrebbe essere quella di imporre la bevuta all’interno della struttura. Ma pure in quel caso, come sarebbe possibile controllare?”.

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