SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il centrosinistra litiga e alla mente torna un altro Natale. Quello di tre anni fa, quando la notte del 23 dicembre 2009, Gaspari salvò la pelle grazie alle stampelle fornitegli da Edio Costantini e Antonio Felicetti.

Due voti, come quelli che potrebbero giungere dall’Udc, proprio ora che il terremoto generato dai democrat Loredana Emili e Sergio Pezzuoli sta causando le prime crepe nel primo partito di maggioranza.

“Se il Pd ha cominciato a battagliare per il dopo Gaspari non è affar nostro”, avverte Marco Calvaresi. “Sarei un bugiardo se non ammettessi che questa lite rafforza il ruolo dei centristi. Tuttavia, non c’è volontà da parte nostra di sfruttare questa situazione, non siamo degli avvoltoi. Questo sindaco non ce l’abbiamo rimandato noi al governo della città. Non saremo noi i suoi salvatori, ma nemmeno quelli che lo faranno cadere”.

Cosa accadrebbe allora se il Consiglio fosse chiamato a ratificare una delibera importante per il destino di San Benedetto? Calvaresi a quel punto si affiderebbe alle indicazioni del suo schieramento: “Dipenderà dagli atti, l’Udc ragionerebbe. Non voglio fare l’arbitro. Credo comunque che il caso Emili rientrerà. Loredana è una delle migliori teste che l’assise può vantare. Certo è che la spaccatura è nata perché l’opposizione è praticamente inesistente ed innocua”.

Decisivo sarà pure lo scenario nazionale: qualora Bersani aprisse a Sinistra Ecologia e Libertà, il patto con Pier Ferdinando Casini salterebbe, scatenando un effetto domino anche in Riviera. Al contrario, un’alleanza con l’Udc potrebbe ratificare un ingresso nella giunta Gaspari, con tanto di imminente rimpasto.

La mia volontà è rimanere Presidente del Consiglio”, continua Calvaresi. “Nel 2011 mi candidai contro Gaspari, se potessi scegliere rimarrei così. Se entrassimo in maggioranza, ciò comprometterebbe la prossima campagna elettorale”.

“TASSA DI SOGGIORNO ESPERIENZA NEGATIVA”  ​Calvaresi boccia poi senz’appello la tassa di soggiorno: “Non l’hanno pagata i turisti, bensì albergatori e sambenedettesi. I primi perchè decidevano di non addebitarla sul conto dei clienti, i secondi perchè, in fin dei conti, il mancato pareggio con le previsioni è stato colmato con una variazione al Bilancio generale”.

“IO DIVERSO DA PELLEI” Calvaresi parla infine del suo compagno di partito: “Sono diverso da Domenico Pellei. Mi ritengo più laico. Non sempre il mio pensiero è uguale al suo. Nel caso dell’approvazione di un Registro delle coppie di fatto, ho già affermato che mi esprimerei favorevolmente, a differenza sua”.

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