SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comitato Tecnico Regionale delle Marche ha detto sì all’ipotesi di realizzazione della centrale di stoccaggio di gas metano. Una doccia freddissima per la città, visto che si è trattato del penultimo scalino per la concessione del nulla osta di fattibilità dell’impianto. L’ultima parola in assoluto spetterà al Ministero dello Sviluppo Economico che, a questo punto, non dovrebbe temporeggiare troppo per l’avallo al progetto.

L’incontro si è svolto martedì scorso. Al tavolo hanno partecipato, oltre a Regione e Ministero, anche rappresentanti dei Vigili del Fuoco, dell’Arpam, dell’Inail e dei Comuni interessati, con Germano Polidori portavoce dell’ente sambenedettese.

Il replay di una storia già raccontata. Tre giorni di silenzio e di mancate comunicazioni da parte della giunta Gaspari, fino al boato provocato – nuovamente – dal Movimento Cinque Stelle.

“Era uno step fondamentale e la questione è passata senza che nessuno presentasse osservazioni o criticità”, denunciano i grillini. “A gennaio partiranno denunce e querele per falso ideologico verso tutti quelli che hanno valutato positivamente questo iter. I controllori non hanno tutt’oggi una visione reale delle cose”.

A tal proposito il dito è puntato contro la Gas Plus, colpevole di aver confuso e scambiato nelle mappature la zona di Porto d’Ascoli con quella della Sentina: “Un errore clamoroso e nessuno ha osato smentirli. Come è possibile che il Comitato Tecnico non se ne sia accorto?”. Senza dimenticare il tracciato dell’A14, che tallonerebbe l’area interessata: “La Seveso 2 impedisce di costruire un impianto a rischio incidenti vicino ad un’autostrada”.

I giochi paiono quindi fatti, con il Comune incapace ancora di decidere una volta per tutte da che parte stare: “Non si è mai espresso e non ha mai annunciato la sua contrarietà. Un gesto politico adesso è obbligato, non ci sono più alibi”. I Cinque Stelle si riferiscono all’ormai celebre fiaccolata di quasi un anno fa, ma non solo. Nel mirino pure il penultimo Consiglio Comunale, quando l’assise respinse l’ordine del giorno di Riego Gambini che chiedeva di siglare nero su bianco l’opposizione alla centrale.

QUARTIERI SUL PIEDE DI GUERRA Le ultime novità hanno ovviamente allarmato i presidenti dei vari Comitati di Quartiere. Tra Natale e Capodanno verrà organizzata un’assemblea pubblica, nella quale si prevedono nervi tesissimi.

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