SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo oltre 6 anni da quel tragico 26 ottobre 2006, quando il peschereccio Rita Evelin naufragò nelle acque dell’Adriatico, al largo di Porto San Giorgio, è arrivata la prima sentenza giudiziaria: assolto il comandante Nicola Guidi, unico superstite.

La decisione è stata presa dal giudice Giuliana Filippello, del Tribunale di San Benedetto, attorno alle 17 del pomeriggio di martedì 18 dicembre, dopo circa un’ora e mezza di camera di consiglio. Il Pubblico Ministero Cinzia Peroni, da parte sua, aveva chiesto 3 anni e 6 mesi. Guidi è stato assolto perché “il fatto non sussiste”.

“La sentenza, a mio parere, era scontata – sostiene l’avvocato difensore Francesco Voltattorni – Ignoro se l’accusa vorrà ricorrere in appello, ma credo che non ci sia materia per farlo”.

Il relitto del Rita Evelin giace in fondo al mare, dove trascinò con sé i corpi dei marinai Francesco Annibali, sambenedettese, il tunisino Ounis Gasmi, e il martinsicurese Luigi Lucchetti. Ignote ancora oggi le cause dell’affondamento, avvenuto in una mattinata di calma piatta.

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