Giovanni Gaspari. Caro sindaco, mi spiace dirlo in questi giorni pre natalizi, ma lei non si sta comportando bene nei riguardi dell’informazione e quindi dell città che si pregia di governare. In particolare della nostra che, quando lei era solo Giovanni Gaspari e sedeva sui banchi dell’opposizione, acclamava come la più credibile di tutti e per questo la più letta. Ricordo che una volta mi attese oltre due ore (per colpa mia) ad un appuntamento concordato per un’intervista. Ci teneva troppo a farsi sentire su queste pagine.

Oggi, nonostante che la nostra visibilità sia salita alle stelle per gli stessi motivi (cioè per la sempre crescente credibilità), invece si rifiuta di concederci interviste, a volte anche con modi pochi urbani che ad un sindaco non dovrebbero appartenere. Se tornasse all’opposizione diventerebbe uno dei nostri fans più accaniti. Mentre altri giornali continuerebbero ad “attaccare l’asino dove vuole il padrone“, cosa che a lei darebbe e dava fastidio. Oggi no perché l’asino è suo.

Se per l’ultima volta avesse la bontà di risponderci ci dica soltanto perché o cos’è che la disturba di noi.

Ci ritiene di parte, cioè appartenenti a qualche fazione politica avversaria come è regola per quasi tutte le altre testate? O le da fastidio proprio il contrario? E cioè che non abbiamo interessi da difendere né a suo favore né contro. Siamo semplicemente un giornale come pochi altri, oggi, in Italia. Da comunista, quale lei è stato, questa cosa è gravissima. Io, per esempio, ho ritenuto sempre che il comunismo mirava a rendere gli uomini più uguali possibile e per questo motivo ho sempre apprezzato l’idea anche se poi mai si è trasformata in fatti.  Oggi molti del Pd continuano a farsi credere comunisti a chi ingenuamente ancora ci crede. Sempre di meno ma ci sono. Peccato che molti di loro, però, sono stati sostituiti dal vecchio pensiero democristiano che aveva nel clientelismo l’arma migliore. Cosa che voi comunisti osteggiavate. Negli ultimi trent’anni, dico io spesso, gli ex politici comunisti sono diventati peggiori dei peggiori democristiani di una volta.

Si faccia, caro sindaco, un esame di coscienza ripensando a tutto quello che ha detto fino a 15 anni fa: troverebbe un Gaspari (io faccio il giornalista dal 1980) che si sarebbe vergognato del Gaspari attuale.

Le danno fastidio la nostra libertà di espressione e i commenti dei nostri lettori che noi, democraticamente, riteniamo semplicemente uno strumento utile per SOLLECITARE e STIMOLARE la politica a fare il proprio dovere? E’ veramente grave il fatto che a lei dia fastidio la voce del popolo. Di popolo infatti, del suo popolo si tratta, perché, anche chi non commenta, si è appassionato a Riviera Oggi proprio perché da voce a chi altrimenti non l’avrebbe mai avuta. In questo modo riusciamo a portare alla luce, e fare argomentare, vicende delle quali i comuni cittadini non sarebbero mai venuti a conoscenza. E tenga anche presente che il sottoscritto è molto attento a chi, in modo anonimo, ci usa per provare a screditare gratuitamente lei o chiunque altro. Li cancello e basta.

Fino a dieci anni fa, prima di www.rivieraoggi.it, sì prima di www.rivieraoggi.it, l’informazione era drogata perché condizionata dalle lobby che la dirigono tuttora. Il cittadino non solo non poteva parlare ma nemmeno sapere che è ancora più grave. La novità è che noi quel tipo di informazione l’abbiamo messa in minoranza, costringendola anche (qualcuno un giorno ci ringrazierà) a diventare un po’ più vera, poco perché chi sta dietro, più di tanto, a causa dei grandi interessi in gioco, non può concedere.

Insomma, signor sindaco della città di San Benedetto del Tronto, ci dica una volta per tutte cosa le dà fastidio o la preoccupa di noi. Magari avrà ragioni valide ma, se non le elenca, la parte del torto e il ruolo del dittatore non glieli toglie nessuno. Su, faccia un regalino di Natale, che non costa nulla, ai suoi concittadini. Dal secondo all’ultimo, nel segno del nostro motto “Il cittadino non è più solo“, tenga loro compagnia. Grazie.

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