SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Hanno chiuso l’Amsterdam Tattoo Museum. Servono soldi per difenderlo. I musei devono essere difesi. Il bar Tazza d’Oro, il collettivo Rombo lab, l’art director maicol&mirco, e Tattoo Classic aderiscono all’iniziativa con una mostra-benefit con opere di tatuatori e illustratori inviate da tutta Europa.

L’intero ricavato sarà devoluto al museo in pericolo.L’evento “Venderemo cara la pelle”  si terrà domenica 16 dicembre  dalle 19 in poi. Se non sostenete i tatuaggi, sicuramente sosterrete un museo.

Di seguito “E se ti stufi?” di maicol&mirco

“Ma è vero? Stai scherzando? E se ti stufi?
É questo che adoro dei tatuaggi: sono per sempre. Non importa se belli o brutti, intelligenti o idioti, tutti i tatuaggi sono per sempre. Nessuno escluso. Puoi anche coprirlo con una camicia, con una giacca, con un altro tatuaggio. Puoi persino rimuoverlo col laser. Ma lui resta lì. Attaccato a te. Come un vero amico.

Dico di più, i tatuaggi andrebbero fatti per legge. Dovrebbero essere obbligatori.

Dai diciotto anni in su ogni tot di anni, facciamo quattro, uno dovrebbe essere chiamato in comune, all’Ufficio Anagrafe Epidermica (previo avviso a casa si intende). In quell’ufficio a riceverti un omino in camice, completamente tatuato (l’omino non il camice).

-Buongiorno.

-Buongiorno…

-Nome?

-Michael Rocchetti

-Bene signor Michael cosa è lei?

-Che vuol dire cosa sono?

-Cosa è lei per se stesso?

-Beh… è difficile. Così su due piedi…Beh…Prima di tutto un amico…Si direi che sono un mio amico.

-Perfetto. Si accomodi sul lettino della mutua.

-VRRRRRRRRRR (rumore di un aghetto che traccia sulla pelle il logo dei Super Amici)

-Ecco qua ha fatto male?

-Per nulla. Grazie. È stupendo. Quant’è?

-Niente paga lo Stato. Ci si vede tra quattr’anni signor Rocchetti”.

Ancora maicol&mirco: “Ecco. Così. Tatuati dallo Stato. Per ricordarci chi o cosa siamo. Pensate che bello. Un vecchietto con l’accento tedesco con una croce uncinata in fronte, Berlusconi con un biscione enorme sulla schiena e un cavallo bianco sul petto. Il mio ex-compagno di banco con il logo degli Articolo 31 sul collo”.

 

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