Dal settimanale di Riviera Oggi numero 943 del 10 dicembre 2012

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Al massimo cambi di destinazione ma non aumenti di volumetrie. Il Progetto Casa si concretizza, andando ad individuare strutture abbandonate, incomplete e degradate della città per ricavarne degli appartamenti di media grandezza”, con queste parole l’assessore Paolo Canducci aveva spiegato durante l’incontro di presentazione della ditta di Costruzione Nidis della famiglia D’Isidori i parametri del progetto di riqualificazione urbana in atto.
“Vogliamo zone vissute – aveva commentato a proposito il sindaco Giovanni Gaspari – e San Benedetto, pensando alle giovani coppie, ha bisogno di nuovi appartamenti”.

L’incontro si è tenuto il 30 novembre e riportammo fedelmente quello che ci fu detto ma poi abbiamo ritenuto in un secondo momento di dover verificare alcune situazioni. Cartina alla mano abbiamo cominciato a girare per tutti i lotti che beneficeranno del Progetto Casa, a cominciare dal Viale dello Sport (Nidis) V. Veneto (Brutti e altri), via Aleardi (Gedaf), via Toscana  ex Enel (Apollo), via Esino (Alessandra srl), via Asiago/via Toscana (Lodovici e altri), via Colle della Maddalena (Centro sud Srl), Corso Mazzini (Laura Ricci ), via Esino ( Gabrielli Enio) e via del Cacciatore (Remer srl).
ex enel
Lo stato di alcuni di essi, prendiamo l’ex Enel che si trova in un quartiere centrale di San Benedetto, un fabbricato enorme di cemento abbandonato da anni, o peggio ancora lo stabilimento che fu sede della Remer srl, dove il degrado dovuto alle erbacce, cancelli rotti e pericolanti e eternit sul tetto (guarda foto) rendono necessaria una riqualificazione urbana. La domanda, sopratutto nel secondo caso, sorgerebbe spontanea: se non fosse arrivata la “manna dal cielo” del Progetto Casa” per quanto tempo a due passi dal Parco Naturale tanto caro all’Amministrazione che è quello della Sentina sarebbe rimasto un rudere simile (e inquinante)? Una cosa è sicura: certe strutture sorgono in zone diventate poi negli anni residenziali e non suscitando più alcuna appetibilità dal punto di vista della produzione industriale, è giusto il cambio di destinazione.
Altro caso è quello di Viale dello Sport, dove la ditta Nibis tirò su, anni fa, uno scheletro di quello che sarebbe dovuta divenire una caserma, come da Piano Regolatore. Dopo anni il cambio di destinazione permetterà alla società di D’Isidori di costruire delle residenze. Un po’ come al porto lo stabile di Santarelli che diventerà, forse, un grattacielo.

Forse esageriamo ma sembrerebbe alla luce dei fatti che qualsiasi imprenditore che abbia la forza di reggere gli anni di attesa, possa costruire dove vuole, qualsiasi cosa, tanto prima o poi arriverà un’Amministrazione che permetterà di convertire ad uso abitativo.
Ma non è finita qui, arriviamo nei lotti di via Esino, di Enio Gabrielli e Alessandra srl. Apparentemente sembrerebbero due parcheggi sull’erba e invece, grazie alla presenza di due casette tipo da rimessaggio, anche lì verranno costruite delle palazzine. Stessa storia per il lotto di via Asiago/Toscana, in cui si costruirà su un fazzoletto d’erba.
Torniamo alla frase di Canducci relativa ai “non aumenti di volumetrie”: ma cosa s’intende allora per volumetrie? In effetti non sarebbero da considerarsi quelle di partenza ma quelle assentite, ovvero in relazione alle dimensioni del lotto, non a quello che c’è già costruito sopra. In più l’Amministrazione ha concesso un ulteriore aumento, pari al 15%, che guarda caso corrisponderebbe alla percentuale che il privato deve restituirgli.

Una breve cronistoria. Ricordiamo innanzitutto che il “Progetto Casa”, di cui si parla dal 2007, fu portato in Consiglio Comunale nel settembre del 2008 e approvato in maggioranza anche se, ad onor del vero, l’allora consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Daniele Primavera, aveva subordinato il suo voto favorevole all’impegno della stessa maggioranza, che una volta approvato l’indirizzo generale il merito sarebbe dovuto essere valutato sui singoli progetti presentati e su quelli singolarmente si sarebbe fatta una valutazione in base al loro miglioramento della città, del loro grado di riqualificazione, della loro spendibilita’ in termini di nuovi appartamenti. Passarono oltre due anni, prima che di nuovo il “progetto” tornasse in consiglio, il 30 marzo del 201.

In quella occasione il consiglio approvò con 19 voti a favore, 4 contrari (Primavera, De Vecchis, Vignoli e Poli) e un astenuto Menzietti.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.181 volte, 1 oggi)