Dal settimanale di Riviera Oggi numero 943 del 10 dicembre 2012

GROTTAMMARE – Allo scadere del 2012 ci sembrava giusto lasciare l’ultima parola a colui che ha amministrato la città di Grottammare negli ultimi dieci anni. Un personaggio dai colori contrastanti, passionale, ironico e a volte iracondo, ma a fine mandato decisamente più disteso e ultimamente anche dedito alla commozione. Per alcune cose lo abbiamo negli anni criticato, in altre si è meritato il plauso dei cittadini.

Merli, qual è il maggior obiettivo raggiunto nell’anno 2012?
“Senz’altro il completamento del percorso sulla Grande Opera, a breve sarà presentata anche la bozza di progetto. Questo ha raccolto un grosso interesse tra gli operatori, non solo di Grottammare”.

Un suo rammarico?
“La scuola davanti all’Orologio. Il privato ha alzato le mani bloccando così il progetto. C’è una procedura legale aperta ora per la risoluzione del contenzioso in danno per il Comune. Ma non siamo stati a guardare passivamente. Abbiamo inserito l’opera all’interno del Piano Città e abbiamo già 2 milioni di euro in cassa per realizzarla, in più dalla vendita del lotto davanti all’Orologio dovremmo guadagnarci dagli 800 mila ad un milione di euro. Dobbiamo decidere se investire subito o aspettare per avere disponibile la cifra completa. Al posto della scuola di via Dante Alighieri sorgerà un parcheggio sotterraneo con del verde sopra”.

La settimana scorsa l’abbiamo incoraggiata su queste pagine a riqualificare il lungomare sud. Come ci risponde?
“Esiste già un progetto, dobbiamo solo trovare i soldi. Non ne servirebbero nemmeno tanti, circa 200 mila euro e se avessimo l’autonomia per spendere come vorremmo (si riferisce al Patto di Stabilità da rispettare, ndr), l’avremmo già messo apposto”.

Ma ci riuscirà entro la fine del suo mandato?
“Beh lascerei qualcosa da fare anche al mio successore, no? (lo dice affiancando alla dichiarazione la sua proverbiale risata coinvolgente, ndr)”.

A proposito del suo successore, quando la comunicazione ufficiale? Sarà Piergallini?
“Anche se non ho mai nascosto la mia predilezione per Enrico, sarà l’assemblea a decidere. Abbiamo organizzato in queste ultime settimane delle tavole rotonde tematiche per discutere insieme ai cittadini che vi hanno partecipato di ciò che interessa la città. Proprio da questi incontri deriverà il programma elettorale”.

Come vede la Grottammare del futuro? Cosa si sentirebbe di dire, ai suoi successori?
“La Città è da ripensare, per rimanere al passo con i tempi. Abbiamo ottenuto il massimo sviluppo possibile nell’urbanizzazione, oltre non si può andare, ora dobbiamo riqualificare l’esistente. Certo è che la nuova Amministrazione dovrà fare i conti con i problemi, forse anche peggiori, che noi abbiamo affrontato solo negli ultimi due anni e mezzo. Occorrono più idee e più impegno”.

Dieci anni alla guida di Grottammare, cosa l’ha resa più orgoglioso?
“L’aver aperto l’Archivio storico è stato il momento più emozionante della mia carriera da sindaco (lo dice quasi commuovendosi, ndr). Ero bambino e mio padre, appassionato di antichità e muratore del Comune, metteva sempre il lucchetto alla porta della stanzina dove erano conservati, alla meno peggio, i documenti della città. Spesso trovava il medesimo lucchetto aperto e ogni tanto incontrava qualcuno che gli diceva di aver acquistato qualche reperto importante in qualche mercatino dell’antiquariato… Questo lo addolorava molto. Mio padre ha 95 anni e l’Archivio lo dedico a lui.  Ora chiedo a queste persone che acquistarono (sottolinea il termine, ndr) certi reperti, di riconsegnarli alla città”.

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