GROTTAMMARE – E’ proprio veritiero quello che diceva lo scrittore Denis Waitley, “Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”.

Per i bianco-celesti un beffardo inizio di campionato protrattosi per troppe settimane ha indubbiamente aumentato il livello e il desiderio di rivendicazione, consacratosi proprio nell’ultimo mese e mezzo a suon di gol e vittorie. Discesa e poi ascesa per i rivieraschi, come ogni Iliade degna di tale nome.

Una tragedia greca che non può che vedere alle redine del cambiamento alcuni eroi d’occasione. In primis capitan Ludovisi, che con le sue otto reti ha mantenuto sulla giusta rotta la nave altalenante bianco-celeste. Poi Rosa, che dopo dieci giornate di silenzio è esploso a suon di reti gonfiate. Al duo offensivo s’aggregano altri prodi paladini della speranza: Di Nardo con le sue parate, Gaibo e Petrucci con la loro inventiva agonistica, Capriotti, Adamoli, Nardini e tanti altri ancora.

Tutti insieme sulla rotta del riscatto, atleti che consci del proprio potenziale non hanno accettato la loro condizione di rimessa classifica, assumendosi la responsabilità di cambiare. Una mutazione che è avvenuta e che domenica, con l’ultima sfida del girone di andata per poi immergersi nel riposo natalizio, contro il Montegranaro dovrà sancire la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo fatto di risultati degni del Grottammare.

Una sfida non facile sul manto ostile fermano, al cospetto di una formazione tra le rivelazioni del torneo. Ma nel calcio, come nella vita, occorre crederci e lottare. Un’eventuale vittoria rappresenterebbe qualcosa di più del mero accantonamento di tre punti per il Grottammare. Starebbe a significare che, da Gennaio in poi, i rivieraschi potranno definitivamente trasformarsi nella squadra da battere per antonomasia.

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