SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualcuno l’ha definito Il ritorno della mummia. Troppo duro, troppo ingeneroso, troppo indelicato verso chi ha tenuto in piedi da solo il centrodestra per quasi un ventennio. Capita però che ora pure i fedelissimi di una vita storcano il naso, dinanzi ad una ririririridiscesa in campo di Silvio Berlusconi ritenuta inopportuna e fuori tempo massimo.

Il miracolo italiano, le crociere con la Nave Azzurra ed il milione di posti di lavoro appartengono ad un passato remoto. Stavolta la storia è diversa, perchè i tempi sono diversi. “Avrei preferito un Berlusconi allenatore e padre nobile del Popolo della Libertà”, confessa la consigliera comunale sambenedettese Annalisa Ruggieri. “Auspicavo una nuova ventata. Non sono per le guerre generazionali, amo il mix tra esperienza e freschezza, ma una riflessione va fatta”.

Il 2012 non dev’essere stato un bell’anno, soprattutto sulla scia di primarie invocate, promesse, fissate e poi di botto annullate: “Sapevo sarebbe finita così, conosco il mio partito. Non è stata una bella figura, ci avrebbero riavvicinato al nostro elettorato. Sinceramente non saprei dire chi avrei scelto, dato che non si è parlato di programmi. Alfano e Crosetto sono persone stimabili. Nel movimento che vorrei devono esserci regole, partecipazione e merito, aiuterebbero a rafforzarci”.

Ad affossare completamente il Berlusconi VI ci pensa Luca Vignoli, ormai da un anno in rotta di collisione col proprio schieramento: “La decisione giusta di Berlusconi era stata quella di farsi da parte per iniziare un percorso di rinnovamento della classe dirigente; il suo ritorno è sorprendente, una decisione legittima, per carità, che però non mi entusiasma. Nell’immediato, porterà probabilmente qualche voto in più, ma poi?”.

L’ex assessore alle Finanze avrebbe volentieri sposato un nuovo corso targato Giorgia Meloni. “Se non ci organizziamo seriamente a livello periferico, il Pdl è destinato a scomparire. Da tempo non dice nulla su questioni importanti per i cittadini, quali la lotta agli sprechi e ai costi eccessivi della politica. Non sorprendiamoci se dal 38% dei consensi del 2008 siamo finiti al 16”.

Eppure c’è chi ancora nel Cavaliere crede. Se non nel lungo, almeno nel breve periodo. “La sua ricandidatura è la cosa migliore nel panorama attuale”, sentenzia Bruno Gabrielli. “Le facce nuove servono, ma mancavano i presupposti. Il partito si stava sgretolando, erano emerse tante correnti, Berlusconi sa creare coesione”.

Nella sua analisi Gabrielli cita Pierluigi Bersani, responsabile indiretto della rinascita del Caimano: “Avesse vinto Renzi, per Silvio sarebbe stata durissima. Con il segretario, al contrario, ce la giochiamo; di nuovo non ha nulla, proprio come Berlusconi. La gara è apertissima”.

Il candidato alle comunali del 2011 fa pertanto riferimento alla cultura italiana, che preferisce aggrapparsi alla figura politicamente più stagionata: “Il sindaco di Firenze è stato battuto largamente ed un anno e mezzo fa, a San Benedetto, preferirono Gaspari a me. Forse gli italiani non sono maturi per scegliere le novità”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 977 volte, 1 oggi)