Nel 2008, in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino, Genti Tavanxhiu aveva realizzato l’opera: “Spirit of Olimpic”, replicata dai cinesi in tre esemplari di alluminio cromato; successivamente, nel 2010, partecipa al concorso di scultura indetto dell’Università di Tsinghua di Pechino per festeggiare il centenario dell’attività accademica. Il suo progetto tridimensionale viene selezionato, scolpito in pietra su scala monumentale e, nell’aprile del 2011 collocato nel parco dell’ateneo.
La scultura “Eternity”, alta tre metri, è costituita da una armatura interna in ferro ricoperta con lastre di rame ed è stata realizzata da maestranze cinesi specializzate nella lavorazione del rame che hanno eseguito su grande scala quanto previsto dal modello scolpito dall’artista.
La struttura dell’opera è composta da ampie forme geometriche ad andamento verticale ed obliquo che si alternano e si contrappongono a vicenda in un ritmo dinamico che ricordano le spirali quadrate di un labirinto che nelle antiche civiltà simboleggiava il caos iniziale delle forze della natura e lo sforzo da parte dell’uomo di imporgli un ordine.
L’opera è percorsa da una linea energetica che unisce e tiene insieme tutti gli elementi plastici che la compongono. Essa, sorge dal basso (la terra) si sviluppa verso l’alto (il cielo) quindi si ripiega su se stessa nella spirale quadrata, infine ritorna con la grande cuspide verso il basso producendo un andamento ciclico inarrestabile ed eterno che evoca la teoria Yin e Yang che secondo la filosofia cinese rappresenta i due principi fondamentali dell’universo.
La conformazione spiraliforme dell’opera, richiama il profilo di un serpente arrotolato che in tutte le mitologie ha assunto nel passato valenze simboliche a carattere magico propiziatorio e rappresentava le forze opposte della natura che nel loro ritmo incessante e perpetuo moto generano tutte le forme della vita.
Come ha osservato l’architetto Federica Buzzi: ”… nel movimento a spirale, labirintico, nella finitura e nello stesso smussare degli angoli traspare sempre un atteggiamento molto forte, duro, come dire? “Mascolino” della scultura e del suo autore, che non cede alle lusinghe della leggerezza contemporanea, mutevole e a volte effimera, ma che conferma e sottolinea la durevolezza e la firmitas del pensiero …”.
L’impiego del metallo non ha comportato un cambiamento di stile da parte dell’autore, anzi al contrario sembra che l’idea iniziale sia stata concepita nel sua vitalità solo in metallo, con un effetto estetico dinamico che evoca i movimenti artistici del primo Novecento europeo.
In questa opera Genti Tavanxchiu mostra di aver affinato e consolidato il suo linguaggio personale, infatti, con l’impiego di ampie lamine di rame è riuscito a dare vita ad un progetto tridimensionale fortemente espressivo in cui le forme del labirinto, archetipo della cultura mediterranea e quelle del simbolo della teoria delle due polarità (Yin e Yang) tipico della Cina, sono state fuse e modellate in una sintesi astratta-simbolica che le unifica e le movimenta. La scultura per il suo ampio impianto volumetrico, sembra creata dalla natura, ha la potenza e la maestosità delle rocce e delle montagne della Cina, la sua ambientazione ideale è all’aperto dove si può fondere con lo spazio naturale circostante.
Parallelamente alla inaugurazione delle sculture monumentali nel parco della città cinese di Tongling, si è svolta la conferenza ISSA (International Sculpture Symposium Alliance) in cui Genti Tavanxchiu ha partecipato nella veste di organizzatore di eventi internazionali di scultura.
Nel suo intervento, in qualità di membro fondatore, ha esposto la sua attività svolta come coordinatore e responsabile dei Simposi Internazionali di Scultura di “Korça Art” in Albania e di “Piceno di Travertino” in Italia a Spinetoli.

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