SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Clima freddo, campo fangoso, avversario in gran forma. Basterebbero questi elementi per descrivere quella che, al di là del risultato, è stata una partita difficile. Molto difficile. Quando le squadre rientrano negli spogliatoi per l’intervallo è la Samb, e non la Vis, a tirare un sospiro di sollievo. I ragazzini terribili di mister Magi avevano appena messo sotto i rossoblu per tutti i primi 45 minuti, dimostrando personalità, coraggio, voglia di vincere.

La Samb aveva vivacchiato nel Riviera come Fialte nel pozzo dei giganti, appesantita da quel punto di forza – il tridente – che dovrebbe farla scappare in volo. Pazzi Shiba Napolano non la vedono quasi mai, arginati da una difesa impeccabile e da una prestazione opaca e molto (troppo) imprecisa.

Il risveglio rossoblu, tuttavia, non si fa attendere. Nel secondo tempo gli uomini di Palladini partono con un altro piglio e, dopo aver bussato alla porta pesarese con un paio di conclusioni da fuori, raggiungono il vantaggio con Napolano, che – manco fosse Medusa –  prende palla sull’errore di Bianchi e impietrisce Foiera con un destro chirurgico.

Da lì in poi la partita cambia: il pubblico si scalda, la squadra acquista sicurezza, la gara diventa più semplice. I rossoblu, sopra di un gol, devono difendere e ripartire per chiuderla in contropiede. Detto, fatto. Marini e compagni erigono il fortino davanti all’ottimo Barbetta (anche oggi decisivo con la parata su Paoli al 73’), coperti da un Traini in grande spolvero e sospinti da un Napolano super, capace – da solo – di tenere su la squadra anche nei momenti più difficili.

Il gol che chiude la gara, come nel più scontato dei finali, arriva in contropiede con Shiba – bravissimo a superare Dominici, mostruoso nel mettere la palla in rete da posizione impossibile.

Siamo al minuto 85’ e i giocatori della Vis Pesaro, naufragati sotto i colpi delle Scilla (Napolano) e Cariddi (Shiba) rossoblu, non possono che cedere lo scettro alla Samb. Il mare delle sirene (paventato dal sito ufficiale biancorosso) è nulla, in confronto alla bolgia del Riviera in festa: i pesaresi passano dal mare omerico all’inferno dantesco, in un cross-over sportivo che li proietta dal potenziale aggancio al -6 in classifica.

Una partita che forse non sarà ricordata per la sua bellezza (non ricorderemo l’opaca prestazione di Pazzi e compagni), ma per la sua importanza. Vincere giocando bene è sintomo di una squadra in forma, vincere giocando male è il segno di una grande squadra, per maturità e cinismo.

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