SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo da Ambiente e Salute nel Piceno.

La scossa di terremoto della scorsa notte di magnitudo 4 nella zona tra Offida e Appignano del Tronto ha dimostrato come il nostro sottosuolo sia sismicamente attivo, e che la realizzazione di un impianto di stoccaggio del gas nella nostra zona sarebbe una scelta scellerata e pericolosa. Una zona densamente popolata e ad alta attività sismica (come dichiarato sul sito della protezione civile Regionale http://protezionecivile.regione.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=349) non è certo una scelta conveniente.
Alla luce poi delle pubblicazioni di “The National Accademie Press” http://www.nap.edu/catalog.php?record_id=13355 sulla sismicità indotta, consideriamo questo studio come un ulteriore elemento negativo, evidenziando gravi possibili rischi sulla sicurezza. Sentiamo ancora nelle orecchie l’eco delle parole dell’ex direttore dell’Ingv Boschi che in un’ assemblea pubblica, rassicurava gli abitanti di Rivara circa l’impossibilità di un forte terremoto, così come ricordiamo la condanna al carcere dello stesso Boschi e del pool di tecnici che, per bassi motivi di convenienza politica, negavano la possibilità che nella città dell’Aquila si potesse verificare una forte scossa di terremoto (se i terremoti non si possono prevedere, non si possono neanche negare). Evidentemente le lezioni non bastano mai, visto che il ministero ha esentato la Gas Plus dall’analisi sismica in 3D del nostro sottosuolo ritenendola inutile, considerando sufficienti gli studi in 2D risalenti a circa 30 anni fa.

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