Politica & Samb. Non voglio tornare sulla diatriba Bartolomei-Pignotti-Spina perché, secondo me, ormai è tutto chiaro per loro tre, per il sindaco e per qualche tifoso. Si ha l’impressione che non c’è la voglia di chiarire (come si dovrebbe) il tutto, pubblicamente, trasparentemente e definitivamente.

Perché? Nascondono dietro qualche interesse troppo personale? Forse sì, anzi probabile. Interessi che riguardano chiaramente anche la dottoressa Emili la quale vuole approfittarne per diventare l’alter ego di Gaspari. Nonostante che di motivi ce ne fossero ben altri e molto più gravi (se non li conosce, può telefonarmi e glieli dico).

Adesso infatti sta usando, credo in modo strumentale (e interessato?), una “pompa di benzina” per la quale la Coop (vicina da sempre alla sinistra) ha probabilmente qualche interesse. Pare, infatti, che la cooperativa si sia impegnata per far sì che la pompa galeotta non nascesse nelle vicinanze del centro commerciale e su un territorio di proprietà comunale. Sì, di proprietà comunale, per cui non si capisce bene come sia stato possibile incidere sulla decisione. Eppure molti centri commerciali hanno pompe low cost di proprietà nelle vicinanze delle loro strutture. Magari vorranno essere loro a gestirla? In un secondo tempo? Chissà?

In America, in Inghilterra, in Germania, nei Paesi cioè che io ritengo più civili e democratici, la soluzione sarebbe stata semplicissima: il sindaco (Gaspari tra l’altro è molto ben informato perchè venerdì scorso c’era ma non parla) della città avrebbe immediatamente convocato un’assemblea pubblica “costringendo” le parti a far venir fuori tutta la verità. C’è anche l’aggravante poco democratico che già, di tutta la verità, ne sono a conoscenza alcuni cittadini. Perché non deve saperla la città tutta? Nel frattempo proliferano trasmissioni televisive o radiofoniche senza contradditorio o locandine nelle quali si lanciano arbitrariamente accuse molto pesanti nei riguardi di personaggi coinvolti nel contenzioso politico-rossoblu.

Convochi l’assemblea e faccia da arbitro, come nelle sue mansioni quando i problemi interessano l’intera “sua” comunità. Chi si rifiuterà di ripetere pubblicamente quello che dice senza un contradditorio, come sta accadendo adesso, ha evidentemente qualcosa da nascondere. Credo che la città voglia questo perché stufa di tanti pettegolezzi che non aiutano a capire la realtà delle cose.

La città, caro sindaco, vuol sapere. L’accontenti e dia una risposta. Magari su un canale da lei preferito (non si dovrebbe però i cittadini si accontenterebbero lo stesso) e non su queste pagine. Su, coraggio, provi ad archiviare saggiamente questa penosa vicenda. Fino a questo momento l’unico ad aver chiesto un incontro pubblico è stato Sergio Spina. Fino a prova contraria.

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