SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Facevano richiesta per false assunzioni in ditte fantasma allo scopo di far uscire detenuti dal carcere. Si è conclusa con due denunce l’indagine dei carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata guidati dal maresciallo Mario De Nicola, con il coordinamento della Procura di Teramo, che si è sviluppata su due filoni paralleli incentrati su due pseudo imprenditori.

Nella prima indagine C.A, 32 anni di Sant’Egidio alla Vibrata, aveva presentato al Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila richieste per permessi di lavoro nei confronti di due detenuti, in carcere per reati di droga: un nordafricano (che avrebbe dovuto essere assunto presso un’impresa edile, risultata poi già chiusa) e una rom (che avrebbe dovuto essere assunta come colf presso la madre dell’imprenditore, risultata poi indigente e estranea ai fatti).

Nella seconda indagine C.A. 60enne di Sant’Egidio alla Vibrata, aveva fatto richiesta per l’assunzione di 4 rom, 3 uomini e una donna residenti ad Alba Adriatica e Martinsicuro. La richiesta per i tre uomini era stata respinta, mentre la donna era riuscita ad ottenere il permesso per uscire dal carcere per recarsi al lavoro. Sembra che la rom abbia versato all’imprenditore il pagamento di 500 euro per la finta assunzione. Nei suoi confronti è scattata la denuncia per evasione mentre i due uomini dovranno rispondere di false dichiarazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria. Il 60enne è stato denunciato anche per procurata evasione.

Denunciato anche per concorso in false dichiarazioni un commercialista di Sant’Egidio alla Vibrata che espletava le pratiche di assunzione per i finti imprenditori. Le indagini dei carabinieri proseguono per accertare altri casi di finte assunzioni a carico dei due uomini con il pagamento di relative mazzette.

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