SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Aria di processi nel Partito Democratico sambenedettese. Nonostante l’affermazione di Pierluigi Bersani con il 57,5% delle preferenze, nella prima forza politica di maggioranza non mancano le tensioni e i campanelli d’allarme.

La questione Emili naviga nell’aria ed è pronta a riesplodere, ora che la corsa all’elezione del candidato premier del centrosinistra è di fatto conclusa. “Si aprirà una discussione forte, aspra”, avverte Paolo Perazzoli. “Va riavviato il confronto. In venti anni siamo stati disabituati a questa pratica, con l’uomo solo al comando. Noi pure non ne siamo stati immuni”.

Parole non troppo distanti da quelle rilasciate recentemente dalla consorte, protagonista della clamorosa rottura col sindaco nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale. “Serve aver coraggio delle proprie idee, i problemi non vanno nascosti sotto le coperte. In Riviera c’è stato un calo marcato di persone alle urne, l’aspetto va studiato”.

L’analisi del consigliere regionale poggia sui numeri. Oggettivi, quasi impietosi. Le Primarie 2012, che accoglievano tutta la coalizione, hanno registrato un calo di quasi mille elettori rispetto a quelle del 2009, quando la corsa si limitò ai soli candidati del Pd (Franceschini, Marino e lo stesso Bersani) per la direzione della segreteria. Persino nel 2011, in occasione della sfida tutt’altro che avvincente tra Gaspari e Spadoni la partecipazione fu più nutrita, con 2610 cittadini alle urne a fronte dei 2200 circa di quest’anno.

“Se prendiamo in considerazione solo i nostri votanti, siamo crollati almeno del 40%”, conclude Perazzoli. “Se sottovalutiamo questa cifra, commettiamo un gravissimo errore”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.517 volte, 1 oggi)