Pompa e Stadio. Le ultime vicende legate alla costruenda pompa di benzina low cost e alla messa definitiva a norma del “Riviera delle Palme”, un gioiellino per circa 20 mila spettatori”, stanno creando tanti problemi, ultimo le dimissioni della capogruppo del Pd. Evidentemente  il problema è serio e in gioco (il pallone non c’entra) ci sono grandi interessi. Ma non voglio parlare dell’aspetto politico di cui si è discusso ampiamente ieri nella trasmissione YouRiviera in diretta WebTv.

Il dilemma, se così si può chiamare, è di altro tipo e smentisce chi dice che “pompa” e “stadio” sono due cose diverse. Non è così, l’uno è legato strettamente all’altro. Ecco perché: se la gara la vince Fabio Russo e la sua azienda, c’è la promessa che l’imprenditore romano metterà le mani sui crediti (pagandoli tramite un concordato) che avanzano coloro che dovrebbero portare a termine i lavori. Se, invece, la gara venisse vinta da altri la garanzia del pagamento finalizzato alla messa a norma dello stadio, non solo non esiste, ma nessuno ha mai accennato a tale eventualità.

Quindi? Se la gara se l’aggiudica Russo e conseguentemente paga “in contanti” chi ha lavorato per sistemare lo stadio previo affitto per 20 estati dell’impianto, nessuno (o pochissimi) avrà da ridire. Mentre, se la gara se l’aggiudicano altri che non devono mantenere alcuna promessa al riguardo dell’impianto sportivo, cosa può succedere? Anche in questo caso nessuno se la può prendere con il vincitore perché, giustamente, solo la “pompa” voleva e nemmeno con il Comune che ha preferito non vendere il terreno a trattativa privata.

Sembra così ma non è perché, in entrambi casi, subentrerebbero aspetti psicologici che non si sa cosa potranno portare. Per esempio: se Russo si ferma all’acquisto della pompa lasciando lo stadio nelle condizioni attuali, la promessa non mantenuta porterebbe sicuramente gli sportivi sambenedettesi ad una specie di rivolta, la più innocua quella di non mettere mai benzina presso il suo impianto… la più innocua. Non immagino nemmeno, invece, cosa accadrebbe, se i neo titolari della “pompa” si rifiutassero di finire lo stadio e Russo dimostrasse che lui aveva già pronto, controfirmato e “pagato” il contratto con il quale era disposto a sistemare lo stadio e ad organizzare eventi estivi. Insomma bella non è.

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