SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli aghi della bilancia delle primarie di domenica? Lucio D’Angelo, Pino Laversa e Giorgio Mancini. Saranno loro i rappresentanti del comitato provinciale che si riunirà sabato mattina per valutare la legittimità delle nuove registrazioni per il voto al ballottaggio. Un unico organo (selezionato da chi?) che dovrà esprimersi all’unanimità sull’accoglimento o meno delle autocertificazioni che nei giorni 29 e 30 novembre arriveranno all’indirizzo mail ascolipiceno@primarieitaliabenecomune.it, o direttamente nelle sezioni di Piazza Simonetti ad Ascoli e Via Balilla a San Benedetto.

La tensione è alle stelle, il malumore pure, soprattutto sul fronte dei renziani: “come avverrà il giudizio?”, si domandano. Il Comitato Bersani sull’argomento è irremovibile: “Le regole sono scritte e non si cambiano”. Sì, ma quali regole? Se una norma prevede tre possibili interpretazioni differenti, evidentemente qualcosa non torna. Soprattutto sul fronte della cosiddetta giustificazione. Con quale criterio si promuoverà l’iscrizione di Tizio e si respingerà quella di Caio?

Nessuno sembra saper offrire una replica convincente, dando così ragione a chi sostiene che i paletti fissati siano in realtà parecchio mobili. “Se dovessero giungerci migliaia di richieste, qualcosa non tornerebbe”, spiegano i bersaniani. E a quel punto, per non fare figli e figliastri o verrebbero accolte tutte le istanze o nessuna. I renziani temono, anzi sono sicuri, che qualcuno spingerà per la seconda ipotesi.

“Chi il 25 novembre era malato o impossibilitato a iscriversi, dimentica che avrebbe potuto farlo a partire da venti giorni prima”, sostiene Vinicio Liberati. Secca la reazione di Fabio Urbinati, che ricorda come al primo turno lo statuto consentisse di adoperarsi anche il giorno stesso: “Tanta persone hanno pagato e votato contemporaneamente perchè gli era più comodo”.

Nel frattempo, i sostenitori sambenedettesi del segretario Pd – Alessandro Zocchi, Vinicio Liberati, Claudio Benigni, Silvano Evangelisti, Sabrina Gregori, Pierfrancesco Morganti e i giovani Gianluca Pompei e Iacopo Zappasodi – sposano in pieno la presa di posizione del sindaco Gaspari, che ha aperto al rinnovamento della classe dirigente del Piceno. “In realtà tale percorso lo abbiamo cominciato da tempo, dato che il nostro segretario è Antimo Di Francesco. Il rinnovamento non è la rottamazione, non vogliamo spazzare via la vecchia classe dirigente. Nel territorio ci sono forze fresche, tuttavia abbiamo pure bisogno dell’esperienza e di gente che sappia guidarci”.

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