SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’entrata in scena è in maniche di camicia, come s’addice ai politici di oggi. Nell’anteprima nazionale di “In mezzo a voi”, Giorgio Panariello fa il suo ingresso al Palariviera direttamente dal pubblico, con un occhio di bue che lo accompagna fino al palco. Alle sue spalle il videowall fa scorrere le foto di Bersani, Alfano, Grillo, Vendola, Formigoni. E son subito battute, a partire dal suo concittadino, Matteo Renzi: “Una persona mite, senza ambizioni, modesta. Ha appena finito di scrivere il suo libro, il titolo? Il Vangelo secondo Matteo”.

Ne ha pure per Luca Cordero di Montezemolo, di cui Panariello comincia ad elencare una serie infinita di incarichi e presidenze che lo riguardano: “Col suo pensionamento si risolverebbe la crisi del lavoro. Quanti posti si libererebbero…”.

Il programma del politico Giorgio? “Colpo grosso! Ma non lo trasmettono più”. Il monologo di trenta minuti strappa risate a ripetizione in una sala rossa del Palariviera riempita in ogni ordine di posto. Panariello racconta la crisi economica a modo suo; prende ad esempio Antonio Banderas “che per soldi è costretto a fare il gioco delle tre carte con le fette biscottate davanti ad una gallina”.

E’ il momento migliore, prima di una lunga pausa karaoke, nella quale il comico dà prova di buone capacità canore, ma niente di più. La parentesi è l’occasione per dare il là al Pulcino Pio, gag usata per sfottere il sistema discografico italiano e gli italiani stessi, colpiti dal morbo del tormentone. Trovata simpatica, condita però da battute da avanspettacolo.

Con la stroncatura di “50 sfumature di grigio” arriva comunque il riscatto. Panariello si immedesima in Christian Grey, sadico masochista dalle tendenze sessuali fuori dalla norma capace di far crollare le donne ai propri piedi: “Se una donna prova ancora a dirmi Non sono la serva di nessuno…”.

I saluti finali – senza il consueto bis – giungono dagli storici personaggi dello show-man. Una carrellata impressionante, racchiusa in dieci minuti, con cambi d’abito lampo. Si rivedono il bagnino Mario, Renato Zero, il Vaìa. E’ il sorriso successivo ad una interminabile parentesi strappalacrime sulla condizione dei senzatetto. Le intenzioni sono ammirevoli, la resa è moralistica e retorica.

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