CUPRA MARITTIMA – Il convegno “Tra terra e mare, tra natura e cultura” sul Parco Archeologico, è iniziato venerdì 23 e si è concluso domenica 25 novembre presso i locali del ristorante Parco sul Mare.

Il titolo della tre giorni  non poteva essere più adatto, poiché il sito dove si è svolta la campagna di scavo non è solo un luogo archeologico ma anche naturalistico.

Un incontro questo, organizzato dall’amministrazione Comunale di Cupra Marittima, in collaborazione con l’Archeoclub, il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Ascoli Piceno, di Fermo e di Macerata, giunge a conclusione dei lavori finanziati dalla società Arcus Spa di Roma.

Gli scavi cuprensi sono stati coordinati dal comitato scientifico composto dalla professoressa Elena Di Filippo, da Nicoletta Frapiccini della Soprintendenza Archeologica delle Marche, e realizzati dalla Abc Snc di Mara Miritello.

All’inaugurazione delle giornate  erano presenti: il sindaco di Cupra Domenico D’Annibali, l’assessore alla cultura di Cupra Luciano Bruni,  l’assessore alle politiche sociali Anna Maria Cerolini, Ettore Pietrabissa Direttore di Arcus spa, Marica Cecilia Profumo in rappresentanza del nuovo soprintendente archeologico delle Marche Mario Pagano, Laura Capozzucca funzionaria della Regione Marche  in rappresentanza dell’assessore alla cultura Marcolini, il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari, l’ex sindaco di Ripatransone Paolo D’Erasmo, il presidente della Provincia Piero Celani, il consigliere Regionale Paolo Perazzoli, il presidente del Corecom Regionale Pietro Colonnella, l’assessore alle Tradizioni di Ripatransone Roberto Pasquali, il presidente della Pro Loco di Cupra Pino Neroni.

La campagna di scavo, finanziata per 500 mila euro da Arcus e per 300 mila euro circa dal Comune di Cupra e circa 200 mila euro provenienti da fondi Feers, ha portato alla luce interessanti scoperte che andranno approfondite.

“Siamo molto soddisfatti – ha affermato Pietrabissa direttore generale di Arcus Spa – la società che ha finanziato gli scavi con 400 mila euro nel 2004 e 500 mila euro nel 2009. – di come si sono svolti i lavori a Cupra Marittima. Quanto è stato fatto rispecchia in tutto e per tutto la nostra missione. Arcus infatti mira non al mero recupero di beni culturali ma ad un vero e proprio inserimento attivo nel contesto sociale e turistico. Il Parco Archeologico di Cupra deve essere perciò utilizzato come punto di forza per il turismo culturale e scolastico, interagendo con le realtà circostanti”.

In otto anni e mezzo di attività tanti sono i progetti archeologici che Arcus Spa ha sostenuto in tutta Italia, sintomo di una chiaro fermento culturale che muove il Paese, attività che però rischia subire un blocco a causa di tagli provenienti dal governo centrale che impediscono quindi a società come Arcus Spa di investire in cultura.

Si esprime a riguardo il direttore: “Oggi politici e classe dirigente affermano in continuazione che investire nella cultura è importante, peccato che la realtà sia diversa poiché negli ultimi anni infatti in Italia nell’ambito della cultura c’è stata una effettiva decrescita degli investimenti.Inevitabilmente Arcus Spa risente dei tagli alla cultura attuati dai governi, nel 2012 infatti siamo rimasti esclusi dal circuito dei finanziamenti, speriamo vivamente di ripartire nel 2013”.

Prosegue Pietrabissa: “Sono lieto del nostro investimento a Cupra poiché ritengo che il progetto del Parco Archeologico vada nella nostra stessa direzione, ovvero mettere a sistema tante forze in campo per trasformare un bene culturale passivo in un bene culturale attivo e fruibile nel migliore dei modi. Sono inoltre soddisfatto che il nostro finanziamento abbia spronato altri interventi economici da parte di realtà istituzionali come Comune, Province e Regione. Speriamo di poter affiancare Cupra anche in futuro, compatibilmente con la risorse che avremo a disposizione”.

Al convegno erano presenti anche diversi giovani delle scuole locali, e a proposito Pietrabissa ha aggiunto: “Devo notare con tristezza che purtroppo oggi l’Italia non è un paese per giovani: il 35% di loro non trova lavoro nonostante sia un diritto tutelato dalla  nostra Costituzione. Noi di Arcus pensiamo che una delle soluzioni a questo problema possa essere, appunto, investire saggiamente in cultura. Puntare sulle risorse culturali dovrebbe essere uno dei primi compiti delle amministrazioni e dei governi”.

Per realizzare il Parco Archeologico infatti diversi giovani hanno potuto lavorare, e si spera si poter continuare ad utilizzare le loro o altre professionalità anche nei prossimi anni, per la manutenzione, lo studio, la promozione di questa validissima realtà.

Cupra infatti, come testimoniato dai vari archeologi, intervenuti durante il convegno, era un importante luogo di scambio commerciale del mare Adriatico.

Il punto interessante del sito archeologico verte sul quesito non risolto: nell’area scavata fino ad oggi sorgeva un foro o un tempio?

Molti gli esperti di archeologia che hanno studiato il caso di Cupra, e alcuni di loro hanno preso parte alle giornate del convegno: Gianfranco Paci epigrafista dell’Università di Macerata, i professori Lorenzo Braccesi e Flavio Raviola dell’Università degli Studi di Padova, Gabriele Baldelli soprintendente dei Beni Archeologici dell’Umbria, Mario Torelli, Alberto Calderini e Augusto Ancillotti dell’Università di Perugia, Maddalena Bassani dell’Università di Padova.

Il frutto del lavoro svolto in questi anni è stato fruibile al pubblico grazie ad una mostra allestita su dei pannelli all’interno della sala che ospitava il convegno, mentre tutti i materiali raccolti sono stati sia selezionati presso il laboratorio, sia inseriti all’interno di un database informatico.

Si spera dunque che nei prossimi anni si possa proseguire a scavare per esplorare e conoscere le origini di Cupra e la ricca storia che la annovera tra una delle importanti città legate all’antica Roma.

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