TERAMO – “In tre anni abbiamo immesso sul territorio 39 milioni di euro in meno, fra investimenti infrastrutturali e interventi a supporto delle imprese, delle associazioni e dei singoli cittadini: soldi che sono stati sottratti all’economia locale non certo ai dipendenti pubblici della Provincia” .

Questo il primo dato fornito dall’assessore al Bilancio, Davide Calcedonio Di Giacinto, questa mattina quando in conferenza stampa insieme al presidente Valter Catarra ha rappresentato la situazione delle casse dell’ente, una situazione comune alla maggioranza delle Province italiane; stando alle cifre dell’Upi – che in questi giorni ha incontrato il presidente della la Corte dei Conti, Luigi Giampaolino  – solo 21 saranno in grado di chiudere il bilancio 2013. Sono gli effetti dei numerosi provvedimenti dello Stato centrale che ha significativamente tagliato i trasferimenti agli enti locali e alle Province in particolar modo. L’Upi, con il suo ufficio studi, sta monitorando il reale impatto che i tagli stanno producendo sui bilanci e c’è molto allarme sulla legge di stabilità 2013.

“Il provvedimento di riordino delle Province è pura demagogia, gli enti locali, di fatto, sono già stati commissariati, visto che non possono decidere nulla dell’azione amministrativa e sono costretti a fare i tecnici: tagliare” ha affermato il presidente Catarra che ha aggiunto: “Sono fra quelli che hanno chiesto al proprio partito di staccare la spina al Governo Monti e insieme ad altre Province stiamo valutando se, anche nel caso di questi tagli operati in grave pregiudizio delle comunità locali, vi sia la possibilità di un ricorso per le vie amministrative”.

E la Provincia di Teramo, per l’assestamento di bilancio che porterà in Consiglio stasera, è “stata costretta ad azzerare tutti i capitoli di spesa che non hanno già un impegno o un vincolo a monte” ha spiegato ancora Di Giacinto.  Nel 2012 i tagli dei trasferimenti sono arrivati a 7 milioni e mezzo, nel 2013 il Governo Monti ha già comunicato un altro taglio per 1 milione e 800 mila euro.

“Se la situazione rimane questa non chiuderemo il bilancio 2013, ma soprattutto sono a rischio gli interventi sulla manutenzione stradale e quella sugli edifici scolastici, i finanziamenti alle istituzioni culturali, il Braga, la Riccitelli, il Centro Ceramico Castellano, il Teatro stabile”. Di Giacinto ha poi sottolineato quelle che secondo lui sono le incongruenze più evidenti del Governo: “Da una parte ci sono i provvedimenti che impongono di pagare entro 30 giorni i fornitori, dall’altra, con il Patto di Stabilità e pur con i soldi in cassa, ci è vietato saldare i conti alle ditte. E’ una situazione imbarazzante”

Infine, ha chiosato il Presidente “Una cattiva campagna politica e di stampa ha fatto credere agli italiani che in questo modo si risparmia sulla spesa improduttiva; ma quelli che non ci sono più sono i servizi”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato la Giunta e i consiglieri Enrico Mazzarelli, Massimo Vagnoni, Emidio Di Matteo e Luca Corona.

A margine della conferenza stampa il presidente, rispondendo alla domanda di una giornalista, ha parlato di Teramo Lavoro e del Fondo sociale europeo. “Siamo in attesa di conoscere l’esito dell’incontro che si sta svolgendo oggi fra l’Autorità di gestione regionale e la struttura dell’Unione Europea. Dopo dovremo trarre le conseguenze e capire se esistono le condizioni per andare avanti. La Giunta, il Consiglio e le parti sociali hanno espresso la volontà di proseguire fino al 31 giugno ma non possiamo decidere da soli”.

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