SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una mano tesa che farà discutere. Felice Gregori si schiera dalla parte di Loredana Emili ritenendo corretta la posizione assunta dalla capogruppo Pd nell’ambito della discussione sulla vendita del terreno in Viale dello Sport. “Si poteva tranquillamente aspettare una settimana per approfondire l’argomento e verificare se esistevano alternative”.

Un appoggio che numericamente non basta a risollevare la Emili da una situazione di assoluto isolamento, ma che simbolicamente vale al contrario moltissimo, in quanto Gregori rappresenta la segreteria comunale del Partito Democratico. “Il punto era complesso – ha aggiunto – ed è stato analizzato troppo in fretta. E comunque, non ha molto senso vendere un’area destinata parcheggio per acquistarne un’altra destinata a parcheggio”.

La Emili potrebbe decidere a giorni di rinunciare al ruolo di capogruppo. Un atto quasi dovuto, visto che, a conti fatti, l’ex assessore non rappresenterebbe più le istanze dei suoi compagni di partito.

Un rapporto di alti e bassi quello tra Gaspari e la moglie dell’ex sindaco Paolo Perazzoli. Alleanze di ferro ma anche periodi turbolenti e burrascosi, cominciati già nel precedente mandato, quando la Emili deteneva la delega alle Politiche Sociali. Nell’aprile del 2010 arrivarono addirittura le dimissioni, per protestare verso l’ennesimo turn-over di dirigenti nell’organigramma comunale. Gaspari non mosse ciglio, fino al momento della riconciliazione, suggellata da una conferenza stampa.

Oggi la situazione appare decisamente più imbarazzante. La Emili è portavoce della prima forza politica della maggioranza. Vota, dice la propria, detta la linea. Un mastino alle calcagna di Gaspari e a questo punto un peso pure all’interno del Pd. La capogruppo è uscita dall’assise di lunedì depotenziata e clamorosamente sfiduciata persino dai suoi fedelissimi. Evangelisti, Zocchi, Pasqualini e Benigni hanno infatti preferito sposare la causa del sindaco. Quest’ultimo nel resoconto della serata trascritto su twitter non ha accennato minimamente alla spaccatura: “Anche in questo Consiglio Comunale tutti i punti all’ordine del giorno portati in discussione sono stati approvati”. Una provocazione che sa di anticipo di una resa dei conti che potrebbe andare in scena nel corso delle prossime riunioni di maggioranza.

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