MARTINSICURO – L’educazione alla legalità a Martinsicuro passa attraverso una serie di incontri tra cittadini e forze dell’ordine. Ad inaugurare il ciclo di lezioni il questore Amalia di Ruocco che in una sala consiliare gremita ha spiegato le finalità di un’iniziativa ormai consolidata negli anni e che viene riproposta con successo nelle scuole di molti Comuni ma non solo. “Perché educare al rispetto delle regole solo i bambini – ha affermato – senza intervenire anche sulle famiglie che talvolta trasmettono loro valori distorti, non produce riscontri pienamente positivi”. Ecco dunque una serie di iniziative appositamente pensate per gli adulti (e che a Martinsicuro si terranno nelle prossime settimane), in cui conoscere, comprendere discutere e fare propri i vari temi inerenti giustizia, legalità, rispetto delle regole.

Alla serata organizzata dall’amministrazione Camaioni hanno partecipato cittadini martinsicuresi ma anche numerosi extracomunitari, con una delegazione dell’associazione dei senegalesi, l’associazione Difendiamo il Territorio, i gruppi di minoranza, i comitati di quartiere, la marineria. Presenti anche le forze dell’ordine locali, carabinieri, vigili urbani, capitaneria di porto, i sindaci di Alba Adriatica Franchino Giovannelli, di Colonnella Leandro Pollastrelli e di Corropoli Umberto D’Annuntiis (presidente dell’Unione dei Comuni), il parroco don Patrizio.

Piuttosto teorica la prima parte dell’incontro, con una serie di disquisizioni ad ampio raggio sul concetto di legalità e rispetto delle regole, sul senso civico, sull’etica e la morale, con il supporto di letture di brani firmati dai giudici Falcone e Colombo.

Il discorso è stato poi contestualizzato alla realtà martinsicurese quando, nella seconda parte, il questore ha indicato i comportamenti da seguire (“non comprare merce contraffatta, non affittare in nero, denunciare le situazioni sospette) ed è stata data la parola ai cittadini che hanno esposto, generando qualche scintilla, i propri timori su una sicurezza sociale percepita in maniera piuttosto flebile.

“I cittadini devono fare la propria parte rispettando le regole – ha affermato una signora in sala – ma è anche vero che in città è presente un nutrito sottobosco di individui che delinquono deliberatamente, e per i quali da soli possiamo fare ben poco. Servono più controlli e maggiore presenza di forze dell’ordine”.

Alla richiesta di un ulteriore dispiegamento di unità sul territorio con l’istituzione di un posto di Polizia fisso, avanzata da più parti, il questore ha risposto che purtroppo, per mancanza di fondi, non sarà possibile aprire una sede a Martinsicuro ma si sta comunque procedendo con l’intensificazione di operazioni straordinarie di controllo del territorio, già avviate nelle scorse settimane, “con unità provenienti anche da fuori sede che siamo riusciti ad ottenere con molti sforzi”. E’ stato inoltre esposta l’eventualità in cui, in caso di abolizione della Provincia di Teramo, come ormai si prospetta, scomparirebbe anche la relativa Questura.

Nel dibattito è intervenuto anche il rappresentante dell’associazione dei senegalesi che ha offerto ampia collaborazione al Comune e alle forze dell’ordine per avviare iniziative congiunte di sensibilizzazione sulla legalità. “A Martinsicuro è presente una numerosa comunità senegalese – ha affermato – che qui si è stabilita con le proprie famiglie e che vuole collaborare in maniera attiva e partecipe”.

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