SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I soldi ricavati dalla vendita del terreno di Viale dello Sport verranno utilizzati per prendere in concessione un’area del centro città da destinare ai parcheggi. Il perimetro in questione deve essere ancora individuato, tuttavia l’amministrazione Gaspari avrebbe già deciso come utilizzare il denaro derivante dalla cessione dell’appezzamento di proprietà comunale collocato tra il Riviera delle Palme e il Palazzetto dello Sport.

Un accordo con un privato dunque, per aumentare gli stalli nelle vicinanze dell’attuale isola pedonale e velocizzare in questa maniera anche il progetto della zona a traffico limitato.

Il primo passo verso questo scenario si concretizzerà nel corso del Consiglio Comunale di lunedì prossimo, quando la maggioranza presenterà una variazione al Piano Pluriennale degli Investimenti. Il terreno verrà inserito nell’elenco dei beni alienabili, per poter successivamente avviare l’annunciato bando di gara. La destinazione non muterà: lì sorgerà un distributore di pompa di benzina low-cost, con voci non confermate che vi aggiungerebbero pure un auto-lavaggio.

Inizialmente, il Comune aveva avviato una trattativa privata con l’imprenditore romano Fabio Russo che, in cambio del terreno, avrebbe estinto i debiti contratti dalla Rdp con i fornitori per la messa a norma dello stadio sambenedettese. I crescenti malumori nel Partito Democratico hanno però fatto saltare l’accordo, che è stato sostituito appunto da un bando alla luce del sole.

Cosa accadrà adesso? Nessuno lo immagina. Innanzitutto perchè, vista l’indizione della gara, il vantaggio di Russo si è di fatto annullato. Senza contare che, a questo punto, ogni patto siglato a priori sul destino dello stadio tornerebbe seriamente in discussione.

A fronte di ciò, all’orizzonte si ripresenta l’ombra della Commissione di Vigilanza che ha fissato per il 31 dicembre la scadenza relativa all’agibilità dell’impianto della Samb. Un via libera che si sarebbe potuto allungare fino alla fine del campionato 2012-2013, ma solo a patto che vi fosse un piano certo sulla messa a norma della struttura. Aspetto che ad oggi, al contrario, si rivela ancora in alto mare.

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