SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cancellare gli effetti dell’emendamento Perazzoli e ripristinare i poteri del comitato di Indirizzo di Riserva. E’ questa la richiesta avanzata dalle associazioni ambientaliste all’assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati. Da diversi mesi, all’indomani dell’approvazione dell’emendamento, le associazioni ambientaliste si sono riunite in un comitato denominato “Salviamo la Sentina” che ha lo scopo di tutelare la Riserva.

“Le Associazioni del Coordinamento “Salviamo la Sentina”, Legambiente Ascoli Piceno, Legambiente San Benedetto del Tronto, LIPU San Benedetto del Tronto, Luoghi Comuni, Italia Nostra, Beni Comuni, Ambiente e Salute nel Piceno – si legge in una nota – hanno organizzato in questi mesi, ad Ascoli e a San Benedetto, diverse riunioni del coordinamento “Salviamo la Sentina”, composto da più di 20 associazioni del territorio piceno, costituitosi all’indomani dell’approvazione dell’emendamento del consigliere regionale Perazzoli, che ha di fatto esautorato il comitato di Indirizzo della Riserva della Sentina. Alla luce dei tentativi di azzerare la struttura gestionale della Riserva, cioè il suo comitato di Indirizzo, e dopo la presa di posizione contro l’emendamento del sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, le associazioni chiedono a Donati  di attivarsi per cancellare gli effetti dell’emendamento Perazzoli e ripristinare i poteri del Comitato di Indirizzo della Riserva”.

Nella lettera inviata all’assessore si ripercorrono le fasi più importanti delle attività del coordinamento, che in questi mesi si è riunito più volte per elaborare “una strategia che consenta di cancellare l’emendamento Perazzoli e ripristinare – prosegue la nota – quell’equilibrio virtuoso che si era venuto a creare, all’interno del comitato di Indirizzo della Riserva, tra il Comune e la Provincia di Ascoli, la Regione Marche e il Comune di San Benedetto del Tronto. Alla luce dei progetti che si stanno realizzando alla Sentina, alla luce del Progetto Life, che ha portato al ripristino dei laghetti e che ha visto il contributo determinante delle associazioni, gli ambientalisti ritengono indispensabile non disperdere questo patrimonio di battaglie e di idee da sempre profuso per la Istituzione e per l’affermazione della Riserva. Infatti l’emendamento Perazzoli ha risvegliato gli appetiti di quella lobby politico-affaristica che da circa vent’anni cerca di mettere le mani sulla Sentina. E dopo il recente incontro riservato del Rotary, le associazioni sono più che mai decise a rispondere colpo su colpo a questa manovra che  mira all’annullamento della Riserva Regionale della Sentina oppure allo stravolgimento del suo Piano di Gestione, per aprire la strada all’ennesima speculazione edilizia”.

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