Riceviamo e pubblichiamo

Caro  sindaco,

mi rivolgo a lei tramite giornale perchè a quanto pare non ha un briciolo di tempo per parlare con una sua dipendente. Le voglio raccontare cosa è successo il 26 ottobre scorso alla sua piscina comunale. Sono una dipendente impiegata all’impianto sportivo Primo Gregori e quella sera, come faccio da sei anni (tre nei panni di precaria) stavo svolgendo il mio quotidiano lavoro. All’improvviso è scoppiato un incendio nello spogliatoio delle donne, causato da un phon vecchio. Abbiamo subito messo in atto la procedura d’emergenza, facendo evacuare tutte le donne presenti e poi attuando lo spegnimento del fuoco, mentre un fumo nero e sottile invadeva l’intera piscina.
Il risultato finale? Sono dovuta ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e successivamente sono stata trasportata d’urgenza in autoambulanza a Fano, a fare una seduta di camera iperbarica.

Alcune domande mi sorgono spontanee. Perchè alcuni di noi dipendenti non hanno mai fatto un corso sulla sicurezza? Perchè non abbiamo un impianto elettrico con il salvavita? Perchè non abbiamo mascherine di protezione? A chi si devono imputare queste gravi negligenze? Se tutto questo fosse accaduto nel pomeriggio, alla presenza di bambini, immagina quale sarebbe stato il riscontro?
All’epoca del suo primo mandato, si presentò come colui che, oltre al ruolo di sindaco, sarebbe diventato il primo cittadino dei suoi stessi cittadini, come garante della loro stessa tutela. Il 26 ottobre tale tutela non c’è stata. Mi rivolgo a tutta l’amministrazione e a tutti i partiti: non sarà mica ora di iniziare a compiere il proprio lavoro con competenza, amor proprio e umiltà?

Cordialmente, Maddalena Papalino

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