San Benedetto del Tronto – Abbiamo ricevuto dai residenti delle zone dei Parchi di Via Formentini e Via Montello qualche appunto su ciò che non è stato ancora fatto e promesso nelle due aree verdi in questione.
Quelle che riportiamo sono le voci di quella maggioranza silenziosa alla quale non piace passare per rompiscatole, ma che nello stesso tempo è stufa e chiede provvedimenti.

“Vorremmo informare l’opinione pubblica su tutto ciò che è accaduto questa e la passata estate nei parchi in oggetto. Come certamente sapete, Eldo Fanini è l’assessore con delega ai Parchi ed al Decoro Urbano. Ci siamo quindi rivolti a lui perché l’estate scorsa i parchi erano pieni di ragazzi disagiati, fino a tarda notte e mattina, ogni giorno (quindi un intero quartiere non ha potuto dormito serenamente quasi per 4 mesi)  trasgredendo l’art. 659 del codice penale”.

L’autore della lettera racconta quindi di risse continue, come riportato più volte dalla stampa, mancato rispetto degli orari, bestemmie sia nel chiosco (25-30 metri quadri con dentro una quarantina di ragazzi) adibito a sala giochi sia nel campetto di calcio ed anche nel campo di bocce, ormai diventato un accampamento con entrata a pagamento: 50 centesimi ogni mezz’ora. “C’erano delle situazioni strane, insomma c’era un gran numero di ragazzi italiani e stranieri, la prima cosa che abbiamo chiesto è stata la chiusura dei parchi con cancelli. Una volta messi i cancelli che abbiamo ottenuto dopo alcuni mesi dalla nostra richiesta (richiesti a settembre 2011, sono stati installati solo a maggio 2012) quest’anno, fatta eccezione per alcune notti, abbiamo dormito ma soprattutto abbiamo chiesto un controllo più serrato al gestore che, dovendo gestire due parchi di tale portata, non è riuscito a risolvere i vari problemi e quindi a far rispettare le regole. La situazione è anzi peggiorata, anche perché il Comune, avvisato dal Comitato, è stato totalmente assente. Il vice sindaco Eldo Fanini ha fatto poco o niente. Sin dal nostro primo incontro si erano capite le sue intenzioni, e quindi tutto è rimasto come prima, ad eccezione appunto della messa in opera dei cancelli. Noi cittadini siamo stati costretti a chiamare costantemente la polizia”.

“Per via di questi problemi – prosegue – molte famiglie non portano i propri figli nei parchi in questione. é una situazione molto spiacevole perchè l’amministrazione comunale deve comunque essere al fianco del cittadino e garantire la sicurezza e il sonno di tutti, cosa che ha fatto, al contrario, male e sporadicamente”.

Vista la situazione, all’inizio dell’estate i residenti hanno raccolto 150 firme, allegandovi anche il prontuario dei provvedimenti da applicare in caso di trasgressione. Purtroppo non sono bastate e tutto è rimasto come prima”.
“In questo momento di teppisti non ne vediamo più, purtroppo però, se il gestore del parco non si fa vedere, prima o poi torneranno.”

“Il rispetto del Regolamento del Verde in atto nei parchi in questione, sembra un optional (l’ultima rissa c’è stata un mese fa)  ed in più non si rispettano gli orari del campo di calcetto (molti cittadini dormono a ridosso degli stessi), della chiusura ed apertura dei cancelli.  La sicurezza è precaria, la  frequentazione è difficoltosa per bambini ed anziani  per le grida, le bestemmie e le scorribande.” C’è poi la questione degli spazi pubblici “privatizzati” in occasione di compleanni con seggiole e tavoli posizionati sin dal notte precedente.

“A proposito, gli spazi verdi pubblici si possono affittare? Senza contare gli escrementi di vari animali, piccioni, topi, gatti lasciati impunemente sul terreno”.

“Concludiamo dicendo che sicuramente si sarebbe potuto evitare tale scempio, con piccoli accorgimenti, con il rispetto dei regolamenti e con un controllo più assiduo da parte di questa amministrazione, nella persona dell’assessore delegato, facendo controllare con più scrupolo il gestore, contro il quale non abbiamo niente di personale, ma che dovrebbe imparare a rispettare tutte le persone del quartiere”.
Nella protesta viene citato l’articolo 659 Codice Penale sul “disturbo delle occupazioni e del sonno delle persone”.

“Sono inoltre vietate tutte le manifestazioni non autorizzate ed i comportamenti che seppure non espressamente richiamati  dalle norme vigenti, possono recare danno al verde pubblico ed alle attrezzature ivi esistenti o turbino la quiete delle persone”.

Cos’altro aggiungere ad una segnalazione così chiara e circostanziata, se non sollecitare il sindaco e gli assessori competenti a programmare un incontro con i residenti del quartiere per risolvere una situazione nella quale il problema più grande è la rinuncia dei genitori a portare i propri bambini o far andare i propri ragazzi in un posto che è stato realizzato proprio per il motivo contrario.

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