Dal settimanale di Riviera Oggi numero 938 del 12 novembre 2012

GROTTAMMARE – Non ci accoglie alcuna fanfara dei Bersaglieri durante il nostro ingresso alla Pineta dedicata all’eroico corpo. Perdonate la goliardia di chi scrive, il tono giocoso, perché più che di giochi in quel parchetto che si trova a ridosso del lungomare, a qualche metro dallo stadio Ballarin, servirebbe proprio una fanfare per dare il passo a quelle poche mamme che portano lì i propri figli cercando di evitare che si facciano male.

Ma cominciamo dal principio, dall’accesso da via Corfù. Non esiste alcun divieto di parcheggio e la strada rimane proprio a ridosso del cancelletto. Se una mamma con il passeggino o un disabile volessero entrare dovrebbero fare tutto il giro ed arrivare sul lungomare. La situazione non è delle migliori nemmeno lì. L’accessibilità al cancello è ridotta se non  impedita in alcuni casi, dalla presenza di parcheggi per motorini. Se dalla pista ciclabile la solita mamma o il solito disabile volessero attraversare per entrare nella pineta, dovrebbero farlo sulle strisce pedonali, arrivare al marciapiede dissestato e aggirare una palma che impedirebbe comunque il passaggio a carrozzine più grandi.

Una volta che a fatica si è riusciti ad entrare lo spettacolo è davvero desolante. In un’area molto estesa pochi giochi, tutti vecchi e molti pericolanti. Altalene con i perni arrugginiti e fissati ormai alla meno peggio, mentre i sedili hanno in parte perso la gomma che li rivestiva, mostrando un’anima in ferro. In una struttura è stato tolto lo scivolo e messo al suo posto un pannello di legno per evitare che qualche bimbo ci cada e per scoraggiare i più spericolati è stato tagliato un gradino della scala di legno che ne determina l’accesso.

In un altro gioco lo scivolo è presente ma a oltre due metri di altezza il bambino può scegliere se usufruire di quest’ultimo o lanciarsi verso una pertica di ferro che dista parecchi centimetri dalla struttura. Ricordiamo che proprio in quel punto anni fa, a fine anni ‘90 fu ritrovata una donna impiccata.
I classici giochi a molla sono ormai  talmente usurati che rimangono rigidi e alcuni devono essere sostenuti dalle mamme quando i bimbi li utilizzano.
Dulcis in fundo, erbacce alte e scritte su quasi ogni gioco.
Ad un colpo d’occhio più attento ci rendiamo conto che durante la nostra permanenza in pineta, sono poche le mamme che arrivano, ma tanti gli anziani con badanti che occupano le panchine. Addirittura c’è un altare dedicato alla Madonna dove, ci dicono, con il bel tempo si celebra la messa e nel mese di maggio il rosario.
D’estate la pineta viene occupata da una giostrina e da un gonfiabile che sono entrambi a pagamento. “Mio figlio non ce lo porto più, vorrebbe andare sempre su quei giochi e mi costerebbe 6/7 euro al giorno”, commenta una madre.

Ci chiediamo se i proprietari dei giochi paghino l’occupazione del suolo pubblico per tutta l’estate e se così fosse, come mai la somma ricavata non possa essere spesa per la riqualificazione dell’area.

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