SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel primo tratto del lungomare sambenedettese una palma su due è malata. Il dato emerge dalla semplice conta degli esemplari, pubblici (nell’area spartitraffico) e privati, colpiti dal punteruolo rosso all’ingresso di Viale Trieste. Circa venticinque su cinquanta, con i giardinieri comunali chiamati negli ultimi giorni ad intervenire sulle nuove piante infette.

L’emergenza è palpabile, ma in un momento di diffuse criticità economiche, per il Comune intervenire risulta ancora più problematico. In passato l’amministrazione concedeva 300 euro ai cittadini che si ritrovavano in giardino una palma attaccata , tuttavia di fronte al dilagante aggravarsi del fenomeno il contributo è stato bloccato: “In due anni abbiamo investito 110 mila euro solo per i privati”, informa Lanfranco Cameli, direttore dell’Ufficio Parchi e Giardini. “Il problema grosso lo creano proprio questi ultimi, che molte volte non denunciano l’episodio, nonostante sia in vigore l’obbligo di segnalazione”.

L’autunno è comunque la stagione nella quale la grana punteruolo si mostra in maniera predominante. L’aggressione estiva alla palma porta a galla i suoi risultati a distanza di mesi, quando avviene il collasso definitivo.

“Il punteruolo – continua Cameli – opera più o meno sempre nelle stesse zone. Sul lungomare, all’altezza dello chalet Medusa, in Via Paolini e in Viale Colombo. Sono questi i punti più a rischio. Il parassita se si insedia non si sposta di molto, al massimo va nella palma accanto. Questa è paradossalmente una buona notizia, perchè riusciamo a controllarne i movimenti”.

Appena il Consiglio Comunale avrà approvato l’assestato di Bilancio, la giunta Gaspari provvederà all’abbattimento delle piante senza possibilità di ripresa. Successivamente, verrà studiato il reimpianto, che comincerà in primavera. “Una cosa è certa: non rimetteremo le phoenix canariensis”.

A tal proposito, San Benedetto potrebbe decidere di emulare la vicina Grottammare, che ha optato per la washingtonia, specie più alta, con un tronco più sottile e soprattutto più resistente alle minacce del punteruolo.

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