La scultura è stata ricavata da un blocco di pietra calcarea color crema alto tre metri, presenta un impianto monumentale di nuova concezione, caratterizzato da piani obliqui contrapposti che si respingono a vicenda e da un diverso trattamento delle superfici con forti contrasti di luce che imprimono all’opera un impatto visivo dinamico e nervoso.
Nella scelta del titolo: “RA”, c’è un chiaro richiamo alla antica civiltà egizia, in cui la divinità RA (Amon Ra) era identificata col Dio Sole cioè con il creatore del genere umano, che testimonia da parte dell’autore, la volontà di trasmettere con la sua scultura un senso di maestosità.
L’opera mostra una composizione che si sviluppa in senso verticale, senza linee orizzontali, contrassegnata da un basamento appena sbozzato da poderosi colpi subbia, da cui si elevano vasti piani verso l’alto con superfici perfettamente levigate, che si contrappongono alla parte bassa, costituita una specie di edera che imprigiona ed avvolge il tutto, che simboleggia il legame e l’appartenenza della pietra alla roccia.
La configurazione delle superfici esterne richiama la lettera “R” e la lettera “A” fuse insieme, tuttavia l’aspetto più significativo dell’opera è concentrato nella parte alta, ove è stata scavata una forte ombra delimitata da una sequenza di piani a forma di trapezio, all’interno della quale è imprigionata l’estremità della struttura informe che si innalza dalla base.
L’artista, in questa opera, utilizza la tecnica del “non finito” per fermare e fissare nella pietra il processo di metamorfosi che si sviluppa nel corso della creazione artistica: cioè la trasformazione della materia prima (la pietra ricavata dalla roccia) in una forma definita (idea dell’artista).
Questo processo crea inevitabilmente una tensione tra due opposti: da un lato l’elemento fisico dall’altro la forma che cerca di liberarsi dalle forze della natura di cui però non può fare a meno.
In questa come in altre sue opere, Genti Tavanxhiu, con la sua sensibilità e il suo talento artistico, è riuscito a reinterpretare la tradizione scultorea della scuola toscana e la cultura arcaica mediterranea, in una originale sintesi plastica in cui i valori estetici delle due civiltà si fondono in un nuovo linguaggio multiculturale universale.

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