Dal numero 939 di Riviera Oggi.

Cercasi 160 mila euro. E’ questa la cifra indicativa necessaria per l’avvio della manutenzione straordinaria ad Acquaviva Picena dell’edificio scolastico De Carolis, ospitante le classi elementari e medie. Un investimento corposo ed impegnativo, soprattutto in tempi di magra come quelli attuali, dove i Comuni sono, di fatto, gli enti più penalizzati dalla crisi economica nazionale.
Da parte dell’amministrazione comunale vi è quindi la necessità di reperire fondi in modo alternativo, magari attraverso la cessione di qualche immobile di proprietà. Ecco dunque che torna in ballo, ancora una volta, Villa Albertini, situata in Contrada Forola.

Già in passato, la giunta targata Infriccioli tentò in tutti i modi di far cassa mediante la vendita della struttura. Non ci riuscì, con le battute d’asta che andarono puntualmente deserte. A nulla valse il crollo del prezzo, se non a generare l’insurrezione del centrosinistra, all’epoca all’opposizione, che per voce dell’allora consigliera comunale Daniela Straccia criticò aspramente la giunta.
Oggi il discorso pare diverso ed il primo cittadino Pierpaolo Rosetti non esclude nemmeno la strada della trattativa privata. “Per ora nessuno ha mostrato interesse, lo immaginavamo”, afferma il sindaco. “La crisi blocca ogni tipo di azione. Sappiamo che la soluzione non sarà immediata”.

L’assessore al Bilancio, Simone Bartolomei, comunque tranquillizza: “La manutenzione ordinaria della De Carolis non è assolutamente in dubbio. Qualora vendessimo la villa, l’incasso non sarebbe destinato solo alla scuola, bensì coprirebbe altri capitoli di spesa”. L’auspicio è quello di portare a casa dai 320 mila euro in su. “E’ quello il nostro punto di partenza, non svenderemo l’immobile”.

Il progetto rientra nel Piano Pluriennale delle Opere Pubbliche 2013-2015, che intende privilegiare gli interventi che rivestono un maggiore interesse per la collettività e che ingloba, tra le altre cose, anche l’ampliamento del cimitero cittadino. L’investimento sarà legato in questo caso alla vendita dei loculi per l’importo complessivo di circa 287 mila euro. “Sono cifre massimali – precisa Bartolomei – che rientrano in un piano spalmato su più anni. Lo svilupperemo a tranche, ricavando ciò che è possibile incassare gradualmente”.

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