SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una buona notizia per i concessionari di spiaggia. L’ha comunicata alla stampa il presidente provinciali della sezione turismo della Confesercenti, Sandro Assenti. Il tema: la scadenza dell’attuale direttiva che prevede la liberalizzazione degli chalet e quindi la messa all’asta delle strutture sin dal “prossimo” 2015. “Finora – ha detto Assenti- ci sono state tante iniziative ma isolate e senza una vera prospettiva. Stavolta no, il senatore De Lillo mi ha comunicato con la massima certezza che, non solo c’è stato un emendamento dell’ex ministro Gasparri per conto di Pdl, Fli, Udc e altri partiti minori per rinviare di 30 anni la data del 2015 (fino al 2045) ma anche che la decima commissione ha reso plausibile la richiesta che, quindi, passerà prossimamente all’esame delle Camere”

Senza dubbio una notizia che fa respirare i tantissimi concessionari di spiaggia della nostra penisola. Se l’emendamento andrà a buon fine, almeno un’altra generazione potrà tranquillamente prepararsi alla scadenza dell’attuale normativa che sicuramente cesserà di esistere. E’ solo questione di tempo. E, in effetti, tre anni ancora sembrano veramente pochi per cancellare una storia centenaria.

Credo che si arriverà ad un concordato anche se diffidare non è peccato. La vicinanza delle consultazioni elettorali potrebbe far pensare ad una mossa tattica. Fa molto gola, infatti, il gran numero di “proprietari” di chalet e famiglie della nostra penisola. Anche se non significa che sinistra e centrosinistra saranno sfavorevoli all’emendamento che chiuderebbe, se andrà a buon fine, un lungo periodo ricco di preoccupazione per il futuro immediato ricco di incertezze. In trent’anni la sedimentazione invece è possibile e quindi anche la corsa ai ripari.

Da rilevare anche un particolare che ritengo non trascurabile. Al 100%, quando gli italiani torneranno a votare, l’emendamento non avrà avuto la necessaria approvazione e sarà in piedi la sola speranza. Mi verrebbe da dire: “passata la festa gabbato lo santo”? Fino a prova contraria l’interrogativo resta valido. Comunque la buona notizia resta e, come recitava un film,: non ci resta che attendere…

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